altarolo, ca 1640 - ca 1660

L'altarolo posa su un basamento rettangolare che possiede, nella parte anteriore, uno sportellino da chiudersi a gancio; ai lati di quest'ultimo sono due bassorilievi eburnei rappresentanti San Pietro e San Paolo. Sopra l'imbasamento vi sono due statuette in piedi a mezzo rilievo rappresentanti la Madonna e San Giovanni (quest'ultimo mancante), le quali posano su due piccole basi nella cui faccia anteriore presentano due bassorilievi in avorio, cioè le teste di profilo del Nazzareno e della Vergine. A piè della croce, incorniciato da due colonnine tortili d'avorio, vi è il bassorilievo, sempre in avorio, di Sant'Antonio da Padova col bambino Gesù; un altro bassorilievo simile, rappresentante Nostro Signore che porta la croce, si trova sul piano dell'imbasamento, sul quale si elevano, come abbiamo già detto, due colonnini d'avorio a spirale che sostengono una piccola tavola d'ambra, sulla quale sono rappresentati il Sudario e il Cristo, entrambi in avorio a mezzo rilievo

  • OGGETTO altarolo
  • MATERIA E TECNICA ambra rossa / intaglio
  • AMBITO CULTURALE Manifattura Polacca
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Museo degli Argenti
  • LOCALIZZAZIONE Palazzo Pitti
  • INDIRIZZO P.zza Pitti, Firenze (FI)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Purtroppo non è stato possibile identificarlo con nessun oggetto inventariato negli elenchi medicei, nè di Cappella, nè di Galleria. Il presente altarino è molto simile a quello bn. 92 dell'inventario del Bargello della collezione degli Argenti e ad un altro custodito allo Schloss Weissenstein, proveniente, secondo Rohde, dalla Germania nord-orientale e datato alla metà del XVII secolo. Il nostro altarino è certamente più semplice, sia nella struttura che nella decorazione, manca di quella sovrabbondanza che invece è prerogativa degli altri due esempi. Notiamo con un certo interesse che, per quanto riguarda le parti plastiche - parliamo delle statuette della Madonna e di San Giovanni - sembra che sia stato usato un modello unico e identico per tutti gli altari; le statuette assumono infatti la stessa posa e hanno gli stessi atteggiamenti e ciò fa pensare che probabilmente venivano prodotte in gran numero, forse ancora prima di realizzare l'altare, in maniera quasi seriale. Per i due altari, il n. 92 e quello del Weissenstein, è più probabile la provenienza da un grande centro di produzione quale era all'epoca Danzica - ricordiamo, ancora una volta, che ormai Konigsberg volgeva a un inesorabile declino - palesata dal disegno decorativo; notiamo soprattutto lo splendido lavoro di traforo dei cartocci ai lati dell'altare (come delle trine) e dell'abbondante uso dell'avorio. Il nostro altare non sembra invece provenire dal più importante centro polacco, è assai più certo che sia stato prodotto in qualche altro luogo a metà strada tra le due capitali dell'ambra, luogo che sentiva ancora la tradizione tedesca e prussiana ( i cartocci costituiti da volute e sagomati ancora plastici), ma che già si volgeva alla nuova moda polacca (l'uso dell'avorio e dell'ambra rossa e scura)
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Stato
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0900749939-0
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Le Gallerie degli Uffizi
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della citta' di Firenze
  • DATA DI COMPILAZIONE 2003

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