Il Combattimento/ Il lavoro dei campi. Soldati in combattimento/ La patria Italia allontana il soldato dal lavoro nei campi

monumento ai caduti ad obelisco, 1924 - 1924

obelisco in travertino con altorilievo bronzeo continuo lungo i 4 lati della base; lapidi in marmo con memorie. Sul fronte un vero cannoncino di sommergibile austriaco avvolto da una corona in bronzo.Altorilievi: sul fronte "Il Combattimento" ovvero soldato che impugna la bomba e sorregge il camerata morente; sul retro "Il Lavoro dei campi" ovvero la vedova, l'orfano, l'uomo con l'aratro e la Patria; sui lati putti con festoni di foglie d'alloro e di quercia e ghiande con al centro simboli bellico-araldici (spada conficcata in una sorta di scudo scolpito a bassorilievo con un'aquila a destra e un giglio a sinistra)

  • OGGETTO monumento ai caduti ad obelisco
  • MATERIA E TECNICA bronzo/ fusione
    travertino/ scultura
    marmo/ intaglio
  • MISURE Profondità: 540cm
    Altezza: 540 cm
    Larghezza: 110cm
    : 110 cm
  • ATTRIBUZIONI Giuseppe Castellucci: disegnatore
  • LOCALIZZAZIONE Piazzale Martiri di Montemaggio
  • INDIRIZZO Piazzale Martiri Montemaggio, San Gimignano (SI)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Il monumento inaugurato alla presenza del ministro Sarrocchi nacque per onorare i caduti della grande guerra. Le quattro lapidi originarie contenevano i nomi dei 257 caduti divisi per anni e per tipo di morte, in combattimento o per malattia. Il 4 novembre 1923, quando fu posta la prima pietra, venne murato al centro delle fondamenta del monumento un documento in tre lingue scritto dal prof. Tommaso Mori Checcucci e miniato dal prof. Guido Gemmai, chiuso in una busta di piombo. Alla base, sotto le lapidi epigrafe, a lettere capitali in bronzo appariva questa iscrizione: "qui eterni dove mortali nascemmo ai nostri morti in guerra, che non lacrime attendono ma opere MCMXVIII". Sul retro una lastra in bronzo riportava il bollettino della vittoria firmato dal generale Armando Diaz. Il monumento fu rovinato dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Agli inizi degli anni '60 fu deciso di togliere i nomi dei caduti della prima guerra e il prof. Francesco di Piazza propose l'inserimento dell' iscrizione "beati i popoli che non hanno bisogno di eroi" che suscitò forti polemiche. Nel 1966 si procedette al restauro con la sostituzione delle vecchie lapidi con le attuali in ricordo dei caduti di tutte le guerrre. Nel 1995 il monumento subì un intervento di pulitura.Baccelli Giuseppe è autore di monumenti e ricordi ai caduti di Bientina, Corsanico (1921), Capannori (1922, distrutto) e Sesto di Moriano (1922). Espone alla Società delle Belle Arti di Firenze nel 1912 e nel 1910 a Lucca
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Ente pubblico territoriale
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0900558744
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici per le province di Siena e Grosseto
  • DATA DI COMPILAZIONE 2005
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 2006
    2014
  • ISCRIZIONI lapide sul fronte - San Gimignano / ai suoi caduti in guerra / perchè tutti ricordino sempre / che la pace / fa la grandezza dei popoli - lettere capitali - a caratteri applicati -
  • STEMMI lato destro, in mezzo ai putti - civile - Stemma - non identificato - scudo sagomato. Blasonatura: all'aquila rostrata, membrata e al volo abbassato

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