stemma gentilizio della famiglia Piccolomini
mostra di camino
1450 - 1499
struttura formata da una cappa obliqua che sporge dalla parete, decorata al centro con un crescente montante d'oro sormontato da un cartiglio recante un motto e circondato da una ghirlanda di bacche e di fiori attorno ai quali si avvolgono nastri. La cappa poggia su un architrave sul quale è scolpito un fregio figurato con grifoni, canestri di frutta, ghirlande di fiori, geni alati e stemmi. Due mensole a forma di volute fortemente in aggetto sostengono l'architrave e gravano su due paraste laterali scolpite a rilievo con motivi a candelabra di fiori che si sviluppano da urne e vasi
- OGGETTO mostra di camino
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MATERIA E TECNICA
travertino/ scultura
- AMBITO CULTURALE Ambito Toscano
- LOCALIZZAZIONE Pienza (SI)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE Sulla parete sinistra della sala da pranzo è disposto un camino scolpito con particolare ricchezza di forme e analogo nella decorazione plastica a quello che si trova collocato sulla parete sud della Sala delle armi, nota anche con il nome di "Sala di settantadue piedi" o "Sala dalle sei porte". Come quest'ultimo, anche il camino della sala da pranzo risale verosimilmente al XV secolo. Secondo Jan Pieper il fregio che si sviluppa sull'architrave sembra essere influenzato dallo studio dei geroglifici caratteristico del primo Umanesimo: i simboli e gli emblemi qui raffigurati ricordano infatti analoghe illustrazioni di geroglifici nella "Hypnerotomachia Poliphili" del 1499. Sulla cappa è dipinto l'emblema della famiglia Piccolomini (un crescente montante d'oro) circondato da una ghirlanda di bacche e fiori e sormontato da un cartiglio con motto, senz'altro riferibile alla famiglia stessa. Questa decorazione, probabilmente originaria, deve avere subito comunque alcuni ritocchi nel nostro secolo; esso infatti presenta analogia con gli stessi fregi dipinti alla sommità delle pareti della sala da pranzo risalenti molto probabilmente all'epoca dell'ultimo restauro del Palazzo Piccolomini, documentato dal canonico Giovan Battista Mannucci tra il 1905 e il 1918 e inteso a rimuovere tutte le installazioni conseguenti agli interventi sette-ottocenteschi. Il Canonico Mannucci ci informa che i lavori di restauro furono condotti dal pittore senese Pietro Loli Piccolomini (1865-1925) sotto la direzione dell'ingegnere Savino Cresti (1849-1936). Il Loli Piccolomini, autore di molte decorazioni in stile neoquattrocentesco compiute agli inizi del Novecento nei Cimiteri della Misericordia e del Laterino a Siena, nonchè nel castello del marchese Ballati Nerli a Grotti, portò a compimento nel 1911 un ricco fregio policromo con festoni di bacche e foglie di quercia intrecciati con gli stemmi piccolominei oggi visibile nella facciata del cortile interno del palazzo pientino, affine stilisticamente alle numerose decorazioni visibili all'interno del Palazzo, come appunto quella presente nella sala da pranzo o quella dipinta alla sommità delle pareti nel salotto del conte Silvio Piccolomini (vedi scheda n. cat. gen. 00549923)
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà privata
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0900558047
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo
- ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici per le province di Siena e Grosseto
- DATA DI COMPILAZIONE 2005
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DATA DI AGGIORNAMENTO
2006
- ISCRIZIONI al centro della cappa - POST TENEBRAS SPERO LUZEM - lettere capitali - a pennello - latino
- STEMMI sull'architrave, a destra - sociale - Marchio - non identificato - Scudo sannitico. Blasonatura: al cuore caricato della lettera M, cimato da una croce patriarcale
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0