Giuditta e Oloferne

dipinto 1600 - 1610

La tela illustra un tema verotestamentario desunto dal Libro di Giuditta (13, 9-10). Giuditta, riccamente vestita e con diadema in testa, è rappresentata nell'atto di mettere la testa mozzata di Oloferne nel sacco tenuto da una fantesca. Al suo fianco giace sul letto il corpo acefalo di Oloferne. Lo sfondo è costituito dalla tenda di Oloferne, in tessuto rosso e giallo ampiamente paanneggiato

  • OGGETTO dipinto
  • MATERIA E TECNICA tela/ pittura a olio
  • ATTRIBUZIONI Negretti Jacopo Detto Jacopo Palma Il Giovane (attribuito)
  • LOCALIZZAZIONE Lucca (LU)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE La tela illustra un episodio biblico in cui Giuditta, vedova di Manàsse dellacittà di Betulia, assediata dall'esercito assiro comandato da Oloferne, quandola popolazione della sua città, stremata dalla fame e dalla sete, ha ormai stabilitodi cederla al nemico, decide di fronteggiare personalmente l'avversario, confortatadal sostegno che le deriva dall'invocazione divina. Indossati gli abiti dellafesta ed i suoi gioielli e scortata da un'ancella giunge all'accampamento assirodove irretisce Oloferne con il suo fascino e la sua abilità oratoria, facendoglicredere di avere abbandonato la sua gente e proponendogli un piano per conquistareBetulia. Il quarto giorno, quando questi è ormai determinato a possederla, Giudittadopo averlo inebriato con il vino, gli mozza il capo con la sua spada e, uscitadalla tenda, lo consegna alla fantesca affinché lo metta nel sacco dei viveri.Il dipinto coglie proprio quest'ultima fase dell'episodio biblico, che nel corsodei secoli è stato caricato di molteplici valenze simboliche. Durante il Medioevola figura di Giuditta ricorre come emblema della virtù che debella il viziomentre come topos della scaltrezza femminile, capace di provocare la rovinadi un uomo, viene accomunata a Dalila che taglia i capelli a Sansone. Nel Rinascimentopersonifica una delle quattro Virtù Cardinali, la Fortezza, e nell'arte dellaControriforma, quale esempio di trionfo sul peccato, compare come prefigurazionedella Visitazione. Sottoscrivibile è l'ipotesi formulata da Mina Gregori circala paternità dell'opera, considerata "notevole dipinto" di Jacopo Palma il Giovane,prolifico artista veneziano attivo nel delicato passaggio tra Cinque e Seicento,quando, scomparsi i protagonisti della scena pittorica lagunare, Palma assurgead erede ufficiale di quella gloriosa tradizione artistica catalizzando, cometale, l'attenzione della committenza locale, tanto ecclesiastica quanto laica.La cultura di Palma, comunque, non è tutta veneziana, com'è naturale d'altrondese valutiamo il lungo periodo trascorso alla corte urbinate dei Della Rovere,riccamente provvista di seducenti prodotti barocceschi e poi a Roma, dove determinanterisulterà la meditazione condotta sulle opere di Federico Zuccari. Sono infattida addebitare alla conoscenza del mondo zuccaresco certi saggi pittorici delNegretti, come il ciclo decorativo dell'oratorio dell'Ospedaletto dei Crociferia Venezia eseguito negli anni '80, tesi a conciliare i più tipici canoni dellaManiera con le nuove sollecitazioni naturalisti che, volte al perseguimentodi una maggiore chiarezza narrativa e compositiva, emerse nel Concilio Tridentino,in consentaneità con quanto andavano nel frattempo sperimentando i pittori riformatifiorentini, con a capo Santi di Tito e, in ambito bolognese, i Carracci. RodolfoPallucchini sostiene che, anche se "stabilire una cronologia delle opere palmeschediventa un'impresa disperata... per l'uniformità del suo discorso pittorico",la tela della Banca del Monte sia inseribile con buona approssimazione nel primodecennio del Seicento, quando, abbandonato l'uso propriamente tizianesco dellaluce, che imbevendo le forme ne causa una sorta di dissolvimento, le figureconcepite da Jacopo acquisiscono una nuova solidità plastica, grazie ad un diversoimpiego dell'irradiazione luminosa che ora, anziché intaccare le forme, ne sottolineala consistenza materica
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà privata
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0900555869
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Lucca e Massa Carrara
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio, per il patrimonio storico artistico e demoetnoantropologico di Pisa, Livorno, Lucca e Massa Carrara
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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