Tancredi e Clorinda. incontro di Tancredi e Clorinda

stampa stampa di riproduzione, 1779 - 1779

Soggetti profani: Tancredi; Clorinda. Figure: putto. Paesaggio: alberi. Abbigliamento: mantello; corazza; veste antica; calzari. Oggetti: elmo; scudo. Armi: lancia. Costruzioni: fontana; rovine

  • OGGETTO stampa stampa di riproduzione
  • MATERIA E TECNICA carta/ acquaforte a un colore
  • ATTRIBUZIONI Allegranti Ranieri (notizie 1783): disegnatore
    Cecchi Giovan Battista (1748/ 1815 Ca): incisore
  • LOCALIZZAZIONE Villa medicea della Petraia
  • INDIRIZZO Via della Petraia, 40, Firenze (FI)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE La stampa fa parte di una serie pervenuta alla Petraia dalla Villa di Castello dopo l’Unità d’Italia, consiste in quattro acqueforti con scene della storia romana, della mitologia e della Gerusalemme Liberata. Tutte le stampe sono state incollate su supporto in gesso e ricoperte da una vernice che ora appare ingiallita. Poche le notizie riguardanti il disegnatore Ranieri Allegranti, dal numero 41 del 1773 della Gazzetta Toscana sappiamo che nel mese di ottobre vinse un premio in medaglia d’oro “Per la Pittura in Prima Claffe” dopo aver partecipato ad un concorso indetto dall’Accademia del Disegno; nel 1783 lo troviamo nel palazzo dell'Opera della Primaziale a Pisa intento ad affrescare la cappellina. Più corpose le notizie sull’attività di Giovanni Battista Cecchi, nato nel 1748 o 1749, ancora operante nel 1815; fu incisore a bulino e all’acquaforte oltre che mercante di stampe. Iniziò come falegname ma fu costretto ad abbandonare il mestiere perché storpiato nella mano destra, si esercitò nel disegno sotto la guida di Francesco Conti, e ripiegò sull'incisione nella quale gli fu maestro il fiorentino Ferdinando Gregori. Si dedicò alla riproduzione da pittori celebri: fra Bartolomeo, Barocci, Bronzino, Del Sarto, Daniele da Volterra. Fra il 1792 e il 1795 incise per L’Etruria pittrice del Lastri. È datata 1815, in Firenze, la serie dei fatti riguardanti i viaggi di Pio VII, incisa in collaborazione, da disegni di Giuseppe Pera. Tra gli elenchi di opere noti il più ampio è quello del Bryan con 18 numeri. Il De Angelis lo definisce “laboriosissimo ed industriosissimo artista”; e il Giglioli scrive “Di scarse risorse inventive”, e “più abilità di mestiere che sensibilità artisitica”. La Stampa in questione è una riproduzione dall’opera di Guido Reni intitolata Incontro di Bradamate e Fiordispina. Il dipinto è stato reso noto da Evelina Borea che lo ha identificato con “la favola di Ruggiero e Fiordispina al fonte dicesi di Guido Reni” descritta nell’inventario della collezione del cardinale Carlo de’Medici del 1666. Nell’occasione la Borea lasciava aperto il problema dell’autografia dell’opera, avanzando l’ipotesi dell’esecuzione da parte di un allievo, forse Giovanni Andrea Sirani. Elena Fumagalli, considerata l’alta qualità del dipinto e supportata dai documenti da lei pubblicati, restituisce l’opera al Reni. Tra gli anni venti e gli anni quaranta del Seicento si segnala, da parte di alcuni membri di casa Medici, un particolare interesse per dipinti raffiguranti soggetti tratti dall’Orlando furioso dell’Ariosto e della Gerusalemme liberata del Tasso. Nella raccolte del Cardinale Carlo de’Medici, di suo fratello don Lorenzo e del loro nipote Giovan Carlo, è documentato infatti un gran numero di queste copie tale da testimoniare un’evidente passione per la trasposizione in pittura dell’epica letteraria. In particolare Carlo de’Medici tra il 1621 e il 1622 ordinò una serie di quadri tratti dai poemi dell’Ariosto e del Tasso per ornare la sua residenza fiorentina, il Casino di San Marco. Da una serie di lettere intercorse negli anni 1633-1634 fra quest’ultimo e un suo agente a Bologna, il conte Alessandro Bentivogli, si apprende che il cardinale nel 1625 aveva ordinato al Reni un quadro in cui voleva rappresentata la storia di Bradamnte e Fiordispina, episodio tratto dall’Orlando furioso. Nel maggio del 1633 il Reni aveva solo abbozzato la composizione attendendo al quadro con lentezza a causa di altri impegni più urgenti, solo nel 1635 dopo ripetuti solleciti la tela fu inviata a Firenze. L’episodio raffigurato è tratto dal canto XXV del poema dell’Ariosto: Bradamante, alla perenne ricerca dell’amato Ruggiero, tagliatasi i capelli per medicare la ferita, “Errando giunse ad una ombrosa fonte;/ E perché afflitta e stanca ritrovosse,/ Dal destrier scese e disarmò la fronte” (27). Sopraggiunge Fiordispina, che cacciava nel bosco, alla vista della figura “Tutta coperta d’arme, eccetto il viso,/ Ch’avea la spada in luogo di conocchia,/ Le fu vedere un cavalliero aviso./ La faccia e le viril fattezze adocchia/ Tanto, che se ne sente il cor conquiso” (28). Rispetto all’ottava 27 del poema, che descrive Bradamante appena scesa da cavallo e addormentata fra l’erba, nel dipinto esse è ritratta appoggiata alla fonte e in colloquio di sguardi con Fiordispina, da lei creduta un uomo in grado di soddisfare il suo desiderio d’amore. Il ciclo di dipinti commissionato da Carlo de’Medici non passò inosservato a Firenze, come attestano le repliche e le copie tratte soprattutto dai soggetti dell’Orlando furioso. Probabilmente ispirò un’iniziativa analoga commissionata dal fratello del Cardinale, don Lorenzo, per decorare la “sala di verso la Chiesa di Quarto” della villa della Petraia con una serie di tele di soggetto letterario. Del perché la stampa riporti un titolo diverso dall’opera originale è probabile che il malinteso sia nato da un’errata interpretazione del soggetto raffigurato, entrambi gli episodi presentano delle somig
  • TIPOLOGIA SCHEDA Stampe
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Stato
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0900378134
  • NUMERO D'INVENTARIO MVP 93/ 04/ 97/ 98
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Villa medicea della Petraia
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della citta' di Firenze
  • DATA DI COMPILAZIONE 1996
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 2013
    2016
  • ISCRIZIONI sul retro - 263 (azzurro) 98 (verde barrato azzurro) 152 (nero non barrato) 332 (giallo barrato) 476 (nero barrato giallo) 391 (seppia barrato giallo) 942 (seppia barrato seppia) 247 (seppia barrato seppia) 4 - numeri arabi - a pennello - latino
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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