episodi delle Metamorfosi di Ovidio

stipo, post 1653 - ca 1691
Leonardo Van Der (attribuito)
notizie 1659-1713

stipo poggiante su tavolo; suddiviso orizzontalmente in due parti da una cornice marcapiano aggettante e culminante in alto in un timpano centinato; nella parte inferiore tre riquadri con storie a commesso di pietre tenere; nella parte supriore al centro sportello centinato con pannello a commesso e intarsi floreali lignei, fiancheggiato da quattro pannelli a commesso separati da fasce con decori floreali a intaglio di legni policromi; pannelli a intaglio di legni policromi raffiguranti vasi con fiori sono presenti sulle fiancate dello stipo

  • OGGETTO stipo
  • MATERIA E TECNICA legno di ebano/ intaglio/ impiallacciatura
    pietre tenere/ commesso
  • MISURE Profondità: 36 cm
    Altezza: 90 cm
    Larghezza: 103 cm
  • AMBITO CULTURALE Botteghe Granducali Fiorentine
  • ATTRIBUZIONI Leonardo Van Der (attribuito)
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Museo di Palazzo Vecchio
  • LOCALIZZAZIONE Palazzo Vecchio o della Signoria
  • INDIRIZZO P.zza della Signoria, Firenze (FI)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Lo stipo è presente nel verbale del 30 giugno 1911 tra le opere d'arte di proprietà delle Gallerie fiorentine in deposito presso Palazzo Vecchio. Precedentemente, tra il 1691 e il 1836, lo ricordano al Poggio Imperiale gli inventari della villa. Non sono conosciuti documenti che facciano riferimento alla sua realizzazione, e come nota Enrico Colle, essendo assente dall'inventario del Poggio del 1653, è da immaginare che sia stato eseguito dopo questa data. L'affinità stilistica degli intagli e degli intarsi lignei che decorano le strutture dello stipo hanno indotto Anna Maria Giusti a ipotizzare che sia stato eseguito dall'ebanista fiammingo Leonard van derVinne, attivo a Firenze a partire dal 1659, e dalla sua bottega. Lo stipo è decorato da otto pannelli in pietre tenere su fondo di paragone e alabastro raffiguranti episodi mitologici tratti dalle Metamorfosi di Ovidio, Ganimede rapito dall'aquila, Pegaso e Bellerofonte, ratto di Europa, ratto di Deianira, Piramo e Tisbe, Atalanta e Ippomene, Narciso al fonte, morte di Adone. Storiette che tendono ad una certa semplificazione compositiva, con brio ed eleganza. Stilisticamente potrebbero trovare un modello pittorico in un artista formatosi nella tradizione fiorentina della prima metà del secolo: il tema della figura umana all'interno del mosaico fiorentino è infatti tralasciato nella seconda metà del secolo XVII per riapparire nel sec. XVIIII inoltrato.. Potrebbe anche trattarsi di piccoli pannelli di esecuzione più antica forniti al van derVinne dalla Galleria dei Lavori
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Stato
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0900292886
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della citta' di Firenze
  • DATA DI COMPILAZIONE 2014

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