Madonna con Bambino tra angeli e Santi

dipinto post 1490 - ante 1510

n.p

  • OGGETTO dipinto
  • MATERIA E TECNICA tavola/ pittura a tempera
  • MISURE Altezza: 179 cm
    Larghezza: 133 cm
  • AMBITO CULTURALE Manifattura Toscana
  • LOCALIZZAZIONE Firenze (FI)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Questo dipinto ha subito vari passaggi attributivi ed è stato definito “curiosità pittorica” (GAMBA, 1933), oltre ad “eccentrico”, “singolare ed indefinibile” (ZERI, 1962). Giunto nel conservatorio degli Angiolini in epoca moderna, secondo una tradizionale orale parrebbe dal soppresso (XIX sec.) oratorio di San Giovacchino (PAATZ, nota 19); è comunque ignorato da tutta la bibliografia antica. Le precedenti attribuzioni sono, dopo una sbrigativa “scuola fiorentina della fine del XV secolo” del Marangoni (scheda ministeriale, 19159, la paternità di Jacopo del Sellaio avanzata nel catalogo della Mostra di Firenze Sacra del 1933, e di Piero di Cosimo da parte dei Paatz (III, 1952). Più circostanziate le indicazioni le indicazioni del Gamba (1933) che riferisce l’opera “a qualche fiorentino vissuto all’estero”, e di Federico Zeri (1962), ultimo contributo in ordine di tempo su questa tavola, il quale con la denominazione “Maestro degli Angiolini” cerca di ricostruire la personalità “di uno straniero finto a Firenze”. Tutte tali ipotesi non sono, secondo me, interamente sostenibili: i nomi di Jacopo del Sellaio e Piero di Cosimo lasciano molto dubbiosi, sebbene riguardo al primo artista si debba fare ancora molto per ricostruire una personalità per molti versi sconosciuta. Più convincenti le strade percorse dal Gamba e dallo Zeri, anche se il nome di comodo ideato dallo studioso ed il gruppo di opere attorno a queste riunite (Madonna col Bambino: già a New York coll. A. Franzen; ubicazione sconosciuta; Uffizi, depositi), ci sembrano valide solo come ipotesi iniziali, di lavoro. Indubbiamente per ascrivere la nostra tavola ad un pittore “tutto” fiorentino ci sono molti particolari inspiegabili: ad es. le figure dei due santi in primo piano, il modo in cui sono trattati i loro panneggi, e lo stesso particolare, eccessivamente naturalistico, dell’aquila. Ipotizzerei quindi la paternità di un autore fiammingo e straniero trapiantato a Firenze, e fiorentino con nette influenze fiamminghe, ma non porterei la datazione molto oltre la fine del Quattrocento, come invece si è tentano proponendo una data anche successiva al terzo decennio
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà mista privata/ecclesiastica
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0900162995
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della citta' di Firenze
  • DATA DI COMPILAZIONE 1984
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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