storie della passione di Cristo

dipinto,

Il ciclo di affreschi raffigura vai episodi delle storie della Passione di Cristo: andata al Calvario, caduta di Cristo durante la salita al Calvario, un soldato, angeli con simboli della Passione, Cristo deposto dalla Croce, Cristo in Pietà, Cristo deposto nel sepolcro, angeli

  • OGGETTO dipinto
  • MATERIA E TECNICA intonaco/ pittura a fresco
  • AMBITO CULTURALE Ambito Toscano
  • LOCALIZZAZIONE Liceo Forteguerri
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Questo ciclo di affreschi si trova dipinto sulle pareti di una stretta scala che da pianterreno sale al primo piano del convento, nella zona nord. Probabilmente, sia per dislocazione che per le dimensioni, questa scala doveva essere di uso privato della Badessa, che aveva appunto in questa zona del convento e il suo appartamento. La scala è oggi inagibile; murata nella parte superiore non ha più sfogo al primo piano. Inoltre lo stato di conservazione è drammatico. Il locale, oggi chiuso, e molto umido; l'intonaco è ovunque sollevato, le lacune estesissime. Gli affreschi sono completamente scoloriti o alterati nei loro colori originali. Le fonti locali non ricordano questi affreschi il cui stato di conservazione attuale impedisce una lettura stilistica approfondita. Da certi particolari fisionomici questi affreschi risulterebbero eseguiti dallo stesso anonimo pittore che dipinse le otto lunette del chiostro del convento (cfr. scheda 09/ 00157935). Vi si nota allo stesso modo piuttosto rozzo e sommario di trattare le fisionomie, spesso accurate e fortemente caratterizzate nelle teste che sono tutt'oggi abbastanza leggibili. Questo carattere popolare lo si può spiegare, in entrambi i casi, con la destinazione privata di questi affreschi, eseguiti nella clausura del convento, e nel caso della scala, probabilmente ad esclusivo uso della Badessa. Cronologicamente l'affrescatura della scala in esame e quelle della lunette deve risalire al quarto decennio del secolo XVIII, periodo in cui si ultimarono i lavori del convento. La committente, se si accetta questa datazione, poté essere la Badessa Alma Costante Rutati che nel 1753 faceva restaurare e decorare una cappellina, allora nell'orto del convento, oggi ex caserma dei vigili del fuoco, facendo apporre nell'interno una lapide a ricordo di questi lavori (cfr. foto SBAS n° 318274)
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0900157943A-0
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i beni artistici e storici delle province di Firenze, Pistoia e Prato

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