tempesta sul mare a Calafuria
dipinto
post 1600 - ante 1699
Paesaggio di mare con torri costiere. Sulla costa piccole figure e barconi
- OGGETTO dipinto
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MATERIA E TECNICA
tela/ pittura a olio
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MISURE
Altezza: 50.5 cm
Larghezza: 67.5 cm
- AMBITO CULTURALE Ambito Napoletano
- LOCALIZZAZIONE Firenze (FI)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE La tela, attribuita al pittore Agostino Tassi dal Longhi, che leggeva sull a roccia a destra la sigla "AT", è nel novero delle opere che furono asseg nate all'artista, quando sfocati erano i contorni della sua figura, e anco r più labili erano quelli di Filippo Napoletano, al cui nome vorremmo semm ai accostare questa marina. Il quadro della collezione Longhi, che ancora nel Catalogo del Boschetto figurava sotto il nome del Tassi, è stato espun to dal corpus dell'artista da Teresa Pugliatti, che ha proposto per esso u n'attribuzione a un pittore "non trascurabile" della cerchia di Filippo Na poletano. In effetti la tela ripropone un tema carissimo a Filippo, che a sentire il Mancini "nelle cose piccole e di fuochi, navigli et animali si fece reputare e stimare" (G. Mancini, "Considerazioni sulla pittura", ed A . Marucchi, I, 1956, p. 255). Viene da chiedersi se questo quadro non pos sa essere una di quelle "vaghe invenzioni in piccole figure" che Filippo, a Firenze dal 1617 al '21, dipingeva per il Granduca Cosimo II, ormai cost retto a letto dalla fatale malattia e desideroso di vedere il suo pittore "di paesi" lavorargli accanto (F. Baldinucci, Notizie dei professori del d isegno da Cimabue in qua, Firenze, 1846, IV, p. 478). E fors'anche quell'a tmosfera surreale, più che italiana nordica - come nordici erano stati i p recedenti di Filippo, e in gran parte nordici i suoi imitatori - potrebbe rispondere al suo spirito di artista che "si dilettava d'haver bellissime bizzerrie d'ogni sorte" (G. Baglione, "Vite de' Pittori, Scultori, Archite tti ed Intagliatori ecc.", Roma, 1642, p. 335) e ch'era ammirato pure per "certe stravaganze di scheletri d'animali" (G. Mancini, op. cit., p. 255); stravaganze che parrebbero aver lasciato il segno in quei tre archi vicin o al rudere di torre, invero più simili alla colonna vertebrale di un giga ntesco rettile scomparso. Quel che si è detto farebbe pensare a Filippo in persona; ma, anche ammettendo la capacità sovente dimostrata dal Napoleta no di variamente esprimersi, sembrano giustificati i dubbi della Pugliatti quando scrive che nel quadro della collezione Longhi la "pennellata è più grassa, i colori più opachi, i contorni più spessi, rispetto a quelli di Filippo". E aggiunge che la mano di questo pittore si riconosce "in vari a ltri paesaggi che si trovano in collezioni private fiorentine". Non resta, per ora, che assegnare la tela a un artista forse toscano della cerchia d i Filippo. E il Napoletano dovette certo aver largo seguito durante e dopo il suo soggiorno fiorentino
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà persona giuridica senza scopo di lucro
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0900155668
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato
- ENTE SCHEDATORE Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della citta' di Firenze
- DATA DI COMPILAZIONE 1980
- ISCRIZIONI sul retro, sulla lista superiore del telaio, a sinistra - in nero: "Van der Does. firmato £700" - lettere capitali - a matita -
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0