pilastro, serie di Stassi Niccola (sec. XVIII)

pilastro, 1779 - 1779

I sei pilastri, quattro alti come il fronte della chiesa, due di raccordo con i fabbricati adiacenti più bassi, spartiscono e delimitano le ali laterali del prospetto della chiesa e, poco aggettanti, hanno la funzione decorativa delle lesene. Il motivo angolare, più complesso, si conclude in un raccordo curvilineo che si congiunge ai due fabbricati del convento con un pilastro corto. I capitelli hanno un elemento a ovuli arricciato alle estremità e da cui pendono festoni di foglie e fiori

  • OGGETTO pilastro
  • MATERIA E TECNICA marmo bardiglio/ scultura
  • MISURE Profondità: 30 cm
    Larghezza: 95 cm
  • ATTRIBUZIONI Stassi Niccola (notizie Dal 1769/ 1794)
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Museo Nazionale della Certosa di Calci
  • LOCALIZZAZIONE Certosa Monumentale
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE I pilastri che spartiscono e delimitano le parti laterali della facciata, hanno funzione di raccordo tra la parte centrale, dimensioni del prospetto primitivo, e le aggiunte che vennero fatte nel quadro dei lavori di ristrutturazione voluto dal Pr. Alfonso Maggi (1764 - 1797). L'allargamento della facciata della chiesa, per tutta la larghezza dello scalone, costruito da Gabriele Cambi nel 1718, aveva lo scopo di saldare il fronte della Certosa in un unico organismo. A. Manghi, La Certosa di Pisa, 1911, pp. 152 - 156, riferisce che il progetto fu affidato a Niccola Stassi pisano che studiò un primo rifacimento totale che per ragioni economiche venne risolto col solo ampliamento e che le due aggiunte vennero progettate a stucchi ma realizzate in marmo bianco, come oggi le vediamo. Dai libri di amministrazione e dalle relazioni delle adunanze capitolari apprendiamo che la fornitura fu affidata a Pompeo Franchi di Carrara per 280 scudi, con l'obbligo di usare "quadroni di braccio quadri di marmo bianco" da prelevare usati dall'opera di San Francesco in Pisa e il resto a Carrara. La messa in opera fu eseguita dai carraresi Pompeo Franchi e Niccolò Franchini, e, perchè l'opera venisse omogenea nel complesso chiesa - monastero, vennero praticate in queste ali di allargamento, negli spazi tra i pilastri, quattro finestre grandi e due piccole, centinate, di marmo bianco. Nel Giornale B, ora disperso, si faceva menzione di finestrucce romboidali che non vennero mai eseguite
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Stato
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0900056376
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Pisa e Livorno
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio, per il patrimonio storico artistico e demoetnoantropologico di Pisa, Livorno, Lucca e Massa Carrara
  • DATA DI COMPILAZIONE 1976
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 2007
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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