allegoria del sacrificio del soldato per la Patria

monumento ai caduti ad ara, ante 1926/06/13 - 1926/06/13
Bisatti E Lazzaretti
notizie 1926
Amedeo (?)
1890/ 1933

Monumento in cemento rivestito in marmo bianco. La struttura è posta su un supporto in cemento, costituito da due pilastri con le lapidi, in alto decorati da rami di alloro e di quercia, e basamento su cui si legge ancora la vecchia epigrafe. I due cippi sono uniti da una parete con le lapidi dei nominativi dei caduti della guerra 1040-1945; al centro un rilievo marmoreo raffigurante un uomo che ne sorregge un altro morente. La figura in piedi regge con una mano una lapide che riproduce l'emblema della Repubblica Italiana

  • OGGETTO monumento ai caduti ad ara
  • MATERIA E TECNICA marmo bianco/ incisione
    CEMENTO
    marmo bianco/ intaglio
  • MISURE Lunghezza totale parte anteriore: MNRcm
  • AMBITO CULTURALE Ambito Reggiano
  • ATTRIBUZIONI Bisatti E Lazzaretti: progettista
    Amedeo (?): scultore
  • LOCALIZZAZIONE Piazza Antonio Gramsci
  • INDIRIZZO Piazza Antonio Gramsci, Rubiera (RE)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Opera degli architetti Bisatti e Lazzaretti di Modena, che lo avevano progettato insieme ad un ampio giardino e contornato di quattro aiuole fiorite, era in origine completato da un statua in bronzo dello scultore Malagoli raffigurante un soldato. La scultura, posta al centro di un’ara marmorea con gradinata centrale e delimitata da due pilastri con lapidi e nomi dei caduti, fu sottratta e fusa negli anni Quaranta per recuperare il metallo da destinare a nuovi armamenti. Il paramento ai lati della statua era ornato da due ghirlande con gladio, uno rivolto l’alto, l’altro verso il basso. Di tale struttura, inaugurata il 13 giugno 1926, restano oggi i due pilastri con le lapidi e parte del basamento, su cui si legge ancora la vecchia epigrafe. Attualmente, i due pilastri sono uniti da una parete di marmo con i nomi dei caduti della Seconda Guerra Mondiale, spezzata al centro da un rilievo realizzato nel 1948. Sul retro del monumento, quasi completamente coperto da intonaco cementizio, si scorgono incise alcune lettere, possibili resti di un’epigrafe d’epoca perduta. Bibliografia: N. Brugnoli, A. Canovi, "Le pietre dolenti dopo la Resistenza: i monumenti civili, il pantheon delle Memorie a Reggio Emilia", Reggio Emilia 2000, p. 244. Sitografia: www.municipio.re.it; http://www.emiliaromagna.beniculturali.it/index.php?it/108/ricerca-itinerari/53/550
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Ente pubblico territoriale
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0800602364
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici per le province di Modena e Reggio Emilia
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici per le province di Modena e Reggio Emilia
  • DATA DI COMPILAZIONE 2014

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