paliotto - ambito parmense (ultimo quarto sec. XVII)

paliotto 1675 - 1699

Il paliotto a rilievo è composto di tre parti: zoccolo, parte centrale e cornicione. Lo zoccolo rettangolare è decorato con tralci vegetali alternati a teste di putto in rilievo. Il corpo centrale è diviso in tre specchiature, ognuna isolata da cornici fogliate. All'interno si ripete lo stesso motivo decorativo: raffinati tralci vegetali avvolgenti circondano teste di cherubi. Il cornicione, di forma trapezoidale è decorato agli angoli da foglie d'acanto ed è profilato da tre cornici con decorazioni vegetali e ad ovuli. Al centro è scolpita una testa di putto

  • OGGETTO paliotto
  • MATERIA E TECNICA legno/ scultura/ doratura
  • MISURE Profondità: 71
    Altezza: 130
    Larghezza: 185
  • AMBITO CULTURALE Ambito Parmense
  • LOCALIZZAZIONE Lesignano de' Bagni (PR)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Collocato originariamente nella cappella della beata Vergine del Carmine (prima a destra), in cui aveva sede il beneficio della Natività, fondato nel 1607 (Schiavi A., 1940), il paliotto è l'unico elemento d'arredo sopravvissuto all'incendio che ha colpito l'ambiente nel corso degli anni '50. Il complesso, basandosi sulla qualità documentata dal paliotto, doveva rivestire grande interesse storico-artistico e per la datazione e per la qualità del manufatto e per l'articolata descrizione fornita da alcune visite pastorali e dagli inventari. Marazzani (Visita Pastorale, 1714), che è la fonte più antica per la nostra cappella e che ne rappresenta il termine ante quem, parla di una cappella in "cuius adest simulacrum valde speciosum et elleganter ornatu ligneo, aureo superinducto refulgens". Pur non indugiando sui particolari, il vescovo nota l'eleganza della cappella, la profusione di legno dorato e la presenza di una statua di singolare bellezza descritta nell'inventario del 1869 che parla di un simulacro vestito collocato all'interno di un "meraviglioso intaglio ligneo". Più recentemente durante la visita del vescovo Conforti (1911) viene descritta un'ancona con sipario entro cuii era collocata la statua della Madonna mentre "una cornice in legno artisticamente intagliata e indorata ricopre lo sfondo della cappelletta". Il paliotto, reimpiegato come base da mensa d'altare dopo il Concilio Vaticano II, è stato opportunamente accostato da Cirillo e Godi ad un disegno conservato al museo Glauco Lombardi e attribuito al pittore cremonese Malosso. Riconducibile al primo decennio del Seicento, il disegno avrebbe rappresentato un modello per gli artigiani parmensi per tutto il secolo XVII, come sembra comprovare anche il nostro paliotto, di alta qualità non solo nella concezione ma anche nell'intaglio elegante e raffinato. Sembra dunque all'opera un intagliatore che pur essendo in grado di trasporre con considerevole abilità modelli che circolavano a corte all'inizio del secolo, dimostra un gusto attardato se, per affinità con gli stucchi che decorano la chiesa e che furono realizzati sullo scorcio del Seicento, anche il nostro paliotto può essere datato alla fine del secolo XVII (Cirillo-Godi)
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Ente religioso cattolico
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0800310374
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici per le province di Parma e Piacenza
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici per le province di Parma e Piacenza
  • DATA DI COMPILAZIONE 2002
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 2006
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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