abito, serie - ambito veneto-friulano (fine/ inizio secc. XVIII/ XIX)

abito, 1790 - 1810

Serie di abitini da marionette comprendente: 15 camicie senza maniche; sparato; mezza manica; copribusto; giacca bianca; 2 sottogonne cotone; 2 sottogonne garza; 27 paia di mutande; papalina; 6 gilets; 3 scialli bianchi; 18 grembiuli da donna; grembiule da ciabattino; completo donna (gonna e corpino) bordeaux con bordi neri; completo donna (gonna e corpino) grigio e giallo con fiori; completo donna (gonna e corpino) bianco e azzurro scozzese; completo donna (gonna e corpino) fucsia con bordo nero; completo donna (gonna e corpino) beige e nocciola; abito donna bianco con fiori e merletto nero; abito donna bianco e lilla a righe; 4 gonne; giacca donna azzurra con bordi bianchi; paio di pantaloni da ballerino; 4 gonne da ballerina; 3 corpini da ballerina; 4 bustini da ballerina; 4 tuniche gialle; 2 tuniche beige medievali; veste nera; zimarra nera; 14 paia di pantaloni di varie fogge; 8 giacche da uomo di varie fogge; 2 giacche di velluto bordeaux; paia di pantoloni orientali; 11 gilets orientali; 7 camicie orientali; 7 sottogonne di tulle e garza di cotone; 13 gilets orientali; vestito da donna rosa e nero; vestito da donna scozzese blu; 4 gonne di lanetta con bande; 2 gonne piccole scozzesi; vestito di raso bianco pieghettato; 3 gonne con strascico; gonna generica (segue in AN)

  • OGGETTO abito
  • MATERIA E TECNICA cotone/ tessuto
  • AMBITO CULTURALE Ambito Veneto-friulano
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Il teatrino fu acquistato alla fine del secolo scorso, pare presso un patrizio veneziano, da Vittorio Rissone, celebre attore e direttore di compagnia dell'epoca. Tutto il complesso venne successivamente portato ad Asti dove Rissone risiedeva, ed in seguito trasferito a Roma dal figlio, Checco Rissone, nel caseggiato ove abitava anche la sorella Giuditta con Vittorio De Sica e la figlia Emi. Nel 1982 i proprietari lo donarono al Museo-Biblioteca dell'Attore di Genova, con riserva, tuttavia di riottenerlo per metterlo all'asta in caso di estinzione della fondazione. Il teatrino potrebbe risalire alla fine del Settecento ed essere appartenuto al Samoggia, noto marionettista del tempo. Caratteristica delle marionette è la misura, al di sotto della media .Ciò sta a indicare che il teatrino era stato costruito per una facile trasportabilità. Sembra possibile che la realizzazione del complesso vada attribuita ad ratigiani specializzati di area veneto-friulana, mentre è attestato che successivi gestori utilizzarono nella zona emiliana, verso metà Ottocento, quando era proprietà della compagnia di Pietro Gualtieri. Per quanto riguarda le scene, che rivelano una cultura attenta alla grande tradizione pittorica derivata dai Bibbiena e dai loro seguaci bolognesi, appare verosimile l'attribuzione ad artisti assai vicini al Sanquirico, che fu scenografo della Scala dal 1827 al 1832. E' da ricordare che al teatrino è connessa (anche se non compesa in questa scheda) una serie di copioni, di cui 37 opere in prosa, un ballo e otto parti con musica del ballo "Andromaca allo scoglio". Tutto il complesso presenta eccezionale interesse storico e documentario, senza dubbio paragonabile ai teatrini di marionette conservati in musei quali Ca' Rezzonico, il Davia Bargellini e il Museo della Marionetta di Torino
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà mista pubblica/privata
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0700050848-2
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Genova e la provincia di La Spezia
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici della Liguria
  • DATA DI COMPILAZIONE 1992
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 2006
    2020
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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