千本桜/ Senbonzakura/ mille ciliegi in fiore. scena tratta da Yoshitsune Senbonzakura

stampa di invenzione 1853 - 1853

Trittico nishikie che raffigura una scena tratta da Yoshitsune Senbonzakura, uno spettacolo kabuki. Sono qui raffigurati Kawagoe Tarō Shigeyori (a sinistra), consigliere del fratello Minamoto no Yoritomo, venuto per assicurarsi della lealtà di Yoshitsune. Al centro sono rappresentati Benkei e Shizuka. Benkei, con il viso truccato secondo lo stile kumadori del kabuki, è raffigurato imbarazzato e impaurito, perché uccidendo uno dei militari a servizio dello shōgun Minamoto no Yoritomo ha compromesso la posizione del suo padrone Yoshitsune. Shizuka, amante di Yoshitsune, era stata invitata alla sua residenza per esibirsi in onore della moglie legittima, Kyō no Kimi. È rappresentata accovacciata accanto a Benkei, con una mano poggiata sulla sua schiena, l’altra sollevata verso Yoshitsune, cercando di mediare in una situazione di forte instabilità e tensione. A destra, Kyō no Kimi, figlia di Kawagoe Tarō, e Minamoto no Yoshitsune, visibilmente turbati da quanto accaduto e dalle sue implicazioni politiche

  • OGGETTO stampa di invenzione
  • MATERIA E TECNICA carta giapponese - cromoxilografia
  • AMBITO CULTURALE Ambito Giapponese
  • ATTRIBUZIONI Utagawa Kunisada Ii (attribuito): disegnatore
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Museo d'Arte Orientale
  • LOCALIZZAZIONE Ca' Pesaro
  • INDIRIZZO Santa Croce 2076, Venezia (VE)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Il termine “nishikie” fa riferimento a una tecnica particolare di xilografia in cui vengono applicati a impressione un’alta gamma e varietà di colori, con un effetto finale che ricorda gli abiti di broccato tradizionali. Della categoria ukiyoe (immagini del mondo fluttuante), la prima stampa policroma venne realizzata nel 1765 da Harunobu Suzuki (1725-1770), artista xilografo. L’ukiyoe è il filone artistico giapponese più noto all’estero, tanto che a fine Ottocento, quando il Giappone aprì le porte all’Occidente, influenzò l’arte europea, inaugurando il cosiddetto “Giapponismo”. L'ukiyoe è un movimento artistico che si distacca profondamente dall’arte prodotta fino a quel momento, che rispettava i gusti dell’aristocrazia militare e della nobiltà di corte. Questa corrente risponde, invece, ai gusti di una classe media che inizia a svilupparsi nel periodo Edo (1603-1868): i chōnin. Mentre il termine ukiyoe fa riferimento in generale ai soggetti e allo stile di rappresentazione, nishikie fa riferimento esclusivamente alle xilografie policrome (mentre parliamo di “hanga” per le xilografie monocrome con inchiostro nero). "Yoshitsune Senbonzakura" (Yoshitsune e i mille alberi di ciliegio) è una pièce scritta inizialmente per il teatro jōruri, il teatro di marionette giapponese, poi divenuto uno dei più celebri adattamenti kabuki. Ispirato allo Heike monogatari (La storia dei Taira, XIV sec.) e al Gikeiki (Cronache di Yoshitsune, XV sec.), racconta la vicenda di Yoshitsune e della rottura con il fratello Yoritomo, in quel momento shōgun, qualche anno dopo la fine della guerra di Genpei (1180-1185). Lo spettacolo inscena la fuga di Yoshitsune dalla capitale, con la sua amante Shizuka Gozen e il suo fedele seguace Benkei. A un certo punto Benkei, ritenendo che il viaggio possa essere troppo lungo e faticoso per una donna, propone di lasciare Shizuka indietro. Per evitare che li segua o che si uccida per il dolore, la legano a un albero e lasciano con lei anche il tamburo che Yoshitsune aveva ricevuto dall’Imperatore in ritiro, oggetto dal forte valore simbolico, che si rivelerà essere un elemento importante dello spettacolo. Viene trovata da alcuni guerrieri a servizio dello shōgun, che cercano di catturarla e portarla via con loro. Improvvisamente, appare Satō Tadanobu, fedele seguace di Yoshitsune, che si scontra con gli avversari e salva Shizuka. Riappare in scena Yoshitsune, che ha saputo del salvataggio della sua amante da parte di Tadanobu e lo vuole ringraziare, seppur stranito dalla sua presenza (avrebbe dovuto essere lontano dalla capitale per prendersi cura della madre). Tadanobu spiega che non appena ha sentito la notizia della rottura dei due fratelli, è corso subito in aiuto. Yoshitsune, per ringraziarlo, gli dona la sua armatura e gli ordina di scortare Shizuka alla capitale. Passa il tempo (non viene precisato quanto) e Shizuka viene a sapere che Yoshitsune si trova presso un suo alleato sul monte Yoshino, decide dunque di raggiungere il suo amato. Nello spettacolo, dopo che Shizuka ha attraversato l’hanamichi (la passerella) e arriva sul palco, prende il piccolo tamburo donatogli da Yoshitsune, con cui accompagna il suo canto. Improvvisamente appare in scena Tadanobu, che la invita a prendere una pausa dal suo lungo viaggio per ammirare i ciliegi in fiore. Quando Shizuka prende nuovamente in mano il tamburo, Tadanobu si mostra molto interessato, glielo prende dalle mani e lo accarezza, atteggiamento che Shizuka trova molto strano. Entrano in scena gli stessi guerrieri che inizialmente avevano cercato di catturare Shizuka. Notando e riconoscendo i due fedeli di Yoshitsune, tentano di attaccarli e di prendere il tamburo, ma vengono nuovamente sconfitti da Tadanobu, che, inspiegabilmente, fa in modo che i guerrieri si attacchino a vicenda. La scena si sposta sul monte Yoshino, dove un messaggero fa sapere a Yoshitsune dell’arrivo di Tadanobu. Quando Yoshitsune chiede di Shizuka, Tadanobu è confuso: l’ultima volta che si sono visti è stato alla battaglia di Yashima, e per tutto il tempo a seguire è stato nella sua provincia natale. Yoshitsune pensa che Tadanobu lo abbia tradito e ordina subito a due agenti di interrogarlo, ma in quel momento arriva un secondo messaggero, che avverte dell’arrivo di Shizuka, con un altro Satō Tadanobu. Entra in scena Shizuka, alla quale viene chiesto del suo compagno di viaggio; anche lei è confusa. Peraltro, il Tadanobu che è stato con lei fino a quel momento sembra essere svanito. Shizuka propone allora di suonare il tamburo, poiché ha notato che sembra essere attirato dallo strumento musicale. Come previsto, appare il finto Tadanobu, che si rivela essere in realtà figlio di due volpi millenarie, usate per creare le pelli del tamburo che tiene in mano. Shizuka comprende che anche l’uomo deve essere una volpe; infatti, svanisce dalla scena e riappare poco dopo nelle sue vere sembianze. Racconta di come, quando i suoi genitori sono morti, lui era solo un cucciolo, e quindi non ha potuto eseguire i suoi doveri filiali e piangere i suoi genitori secondo le regole del lutto. Per questo ha sempre seguito il tamburo. Yoshitsune, che si era nascosto in una stanza per vedere cosa sarebbe successo, sentendo la storia della volpe si trova commosso per l'amore che l’animale prova per la propria famiglia. Gli dona il tamburo e, come gesto di gratitudine, la volpe rivela a Yoshitsune che dei guerrieri travestiti da monaci stanno arrivando. Presso i ciliegi in fiore, il vero Tadanobu, con l’aiuto della volpe, sconfiggerà i nemici, portando a termine il racconto di Yoshitsune
  • TIPOLOGIA SCHEDA Stampe
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Stato
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0500746083-0
  • NUMERO D'INVENTARIO 20715
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Museo d'Arte Orientale - Polo Museale del Veneto
  • ENTE SCHEDATORE Museo d'Arte Orientale - Polo Museale del Veneto
  • DATA DI COMPILAZIONE 2026
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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