Croce stazionale. Croce stazionale

dipinto 1340-1360

La croce, con braccia trilobate, è formata da tre assi: uno verticale e due laterali per i bracci. Sul retro si nota la struttura lignea di supporto, formata da quattro traverse originali. La tavola presenta Cristo in croce e nei riquadri lobati Cristo benedicente all'estremità superiore, la Madonna a sinistra con il capo reclinato e le mani incrociate, san Giovanni Evangelista con mantello rosso a destra; una coppia di donatori sta all'estremità inferiore, avvolti in cappe chiuse trecentesche, una in rosso, l'altra in nero

  • OGGETTO dipinto
  • MATERIA E TECNICA tavola/ pittura a tempera
  • AMBITO CULTURALE Ambito Veronese
  • LOCALIZZAZIONE Museo di Castelvecchio
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE L'opera costituisce uno dei diversi esempi di croci lignee dipinte di grandi dimensioni e databili tra il Trecento e il Quattrocento che ornavano i tramezzi delle chiese veronesi, tra le quali emergono per qualità esecutiva quella di Lorenzo Veneziano in San Zeno e di Giovanni Badile in San Giovanni in Fonte (cfr. Annuario Storico Zenoniano 2023). Il pittore potrebbe essere uno degli anonimi raggruppati dalla Sandberg Vavalà sotto il nome convenzionale di Secondo maestro di San Zeno e, in particolare, si riscontra una puntuale somiglianza con le figure del cosiddetto Maestro di Santa Felicita (Cozzi 1992). Mellini (1984) avvicinava la tavola alla "Crocifissione" a fresco di San Zeno in Oratorio, sottolineando nel contempo come i due devoti fossero vicini anche ad analoghe figure del paliotto con "Trenta Storie della Bibbia", ora a Castelvecchio (inv. 108-1B0362). Per Gemma Brenzoni l'opera va riferita ad un pittore veronese che la realizzò negli anni quaranta del XIV secolo (2010, cat. 35). La scheda cartacea non riporta la sua collocazione presso il Palazzo della Ragione, che si può ricavare, però, da alcune foto conservate nell'archivio del Museo; specifica tuttavia che la croce era appesa "alla parete di fronte alla porta, sopra il banco presidenziale" e che venne ritirata nel 1964, per essere compresa nell'allestimento scarpiano di Castelvecchio. Il restauro del 2001 ha precisato molte informazioni tecniche: lo strato di preparazione del dipinto è di color bianco, steso in strato sottile, compatto e poco sensibile al solvente acquoso; il fondo è dipinto di blu, probabilmente azzurrite; la pellicola pittorica è stata eseguita a tempera in leggeri strati soprammessi; le aureole sono in rilievo con motivi ottenuti imprimendo nell'impasto fresco il fondo e il lato del pennello; la doratura originale era probabilmente a foglia
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Ente pubblico territoriale
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0500715127
  • NUMERO D'INVENTARIO 23066
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza
  • ENTE SCHEDATORE Comune di Verona
  • ISCRIZIONI su cartiglio - I.N.R.I - caratteri gotici -
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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