Senzai
inro
post 1800 - ante 1889
Shōkasai (attribuito)
XIX secolo
Inrō a 4 scomparti e coperchio. (Boro A.; Pertosa E.) Su fondo kinji (fondo uniforme oro) sono rappresentate due figure in takamakie (alto rilievo) sulle due facce dell’opera. (Ghezzi L.)
- OGGETTO inro
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MATERIA E TECNICA
legno/ doratura/ laccatura
- AMBITO CULTURALE Ambito Giapponese
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ATTRIBUZIONI
Shōkasai (attribuito): disegnatore, decoratore, incisore
- LUOGO DI CONSERVAZIONE Museo d'Arte Orientale
- LOCALIZZAZIONE Ca' Pesaro
- INDIRIZZO Santa Croce 2076, Venezia (VE)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE L’inrō è un contenitore di dimensioni ridotte generalmente in legno laccato dalla caratteristica struttura a sezioni sovrapposte di numero variabile che si inseriscono l’una nell’altra a comporre l’oggetto; ciascuno scomparto consta di un piccolo vano per la conservazione di erbe o polveri medicinali. Tipico del vestiario maschile, si tratta di un vero microcosmo in un cui sembra riassumersi, nella molteplicità delle tecniche impiegate, tutto il vasto e complesso mondo della produzione e della decorazione delle lacche. Apprezzato dai collezionisti giapponesi fin dalla fine del XVIII secolo, per il collezionista occidentale di arte giapponese di fine Ottocento l’inrō ha rappresentato uno dei generi più ricercati. L’inrō è completato da ojime (piccola sfera generalmente di corallo attraverso cui si fa passare una corda) e netsuke, piccolo oggetto d’artigianato di qualche centimetro, che consente di non lasciar scivolare dall’obi (cintura) l’inrō. In Giappone, l’uso di sospendere l’inrō alla cintura si può far risalire alla seconda metà del XVI secolo. Pare che nello stesso periodo anche in Cina fosse in voga l’idea di indossare piccole scatole di lacca (nel caso cinese, piccoli contenitori per incenso) appesi alla cintura. (Spadavecchia 1992, pp. 11-13) La danza Sanbasō, eseguita da un attore kyōgen, faceva parte del programma shikisanban (i tre riti), il quale prevedeva una serie di danze rituali in cui venivano rappresentati tre uomini anziani, Chichi no jō (successivamente scomparso nel repertorio nō), Okina e Sanbasō; queste tre figure di anziani erano viste come manifestazione del divino. La danza e il canto di Sanbasō sono dedite ad augurare un buon raccolto e la sua esecuzione si compone di due sezioni: la prima è estremamente vivace e movimentata, caratterizzata dal battere dei piedi sul palcoscenico, e l’attore ancora non indossa la maschera; nella seconda, indossa la maschera e danza con dei campanelli, i suzu. (Erika de Poorter 2001, pp. 91, 93) Senzai danza il Senzai no mai (la danza di Senzai), preludio di Okina. È una danza vivace con l’accompagnamento di tre kotsuzumi (piccoli tamburi) e un flauto, durante la quale entra in scena il menbako mochi, che porta la scatola all’interno del quale si trova la maschera di Okina. (Ghezzi L.)
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà Stato
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0500303778
- NUMERO D'INVENTARIO 8686
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Museo d'Arte Orientale - Polo Museale del Veneto
- ENTE SCHEDATORE Museo d'Arte Orientale - Polo Museale del Veneto
- DATA DI COMPILAZIONE 1998
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DATA DI AGGIORNAMENTO
2006
2026
- ISCRIZIONI sulla base, a destra - Shōkasai, 松花斎 - Shibayama Shōkasai - ideogrammi - a incisione - giapponese
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0