strumenti musicali e maschera okina

scatola post 1600 - ante 1868

Scatola rettangolare con coperchio. Decorazione con maschere, strumenti musicali. (Pensa G.; Bergamo M.)

  • OGGETTO scatola
  • MATERIA E TECNICA legno/ laccatura/ laccatura in argento/ laccatura in oro
  • AMBITO CULTURALE Ambito Giapponese
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Museo d'Arte Orientale
  • LOCALIZZAZIONE Ca' Pesaro
  • INDIRIZZO Santa Croce 2076, Venezia (VE)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Le lacche sono opere di artigianato di altissimo livello artistico, particolarmente amate dagli Occidentali arrivati in Giappone nel periodo Meiji (1868-1912). La particolarità di questi oggetti d’arte è l’utilizzo della lacca urushi, che impreziosisce e protegge la superficie dell’oggetto lavorato. I numerosi passaggi di lavorazione rendono il prodotto finale pressoché inalterabile nel tempo. La laccatura giapponese detta makie è caratterizzata dall’applicazione di polveri d’oro o d’argento, distribuite sull’intera superficie dell’oggetto – come nel caso qui esaminato – oppure limitate alle sole decorazioni, ottenute soffiando la polvere attraverso cannucce di bambù con un’estremità rivestita di garza. Il grado di copertura del makie può variare sensibilmente: una distribuzione più rada prende il nome di usumaki; una copertura più densa è definita chūmaki; mentre una concentrazione elevata, tale da creare un effetto quasi uniforme, è indicata come ikakeji. Le laccature presentano poi bellissime decorazioni che possono essere in sottile rilievo (hiramakie), altorilievo (takamakie) o togidashi makie, in cui il disegno viene interamente coperto di lacca e, dopo l’asciugatura, si procede a una levigatura che lo riporta in superficie. La maschera rappresentata, Okina, è utilizzata nell’omonimo spettacolo cerimoniale, che oggi viene eseguito in occasioni celebrative particolari o durante le celebrazioni di inizio anno. Nato come rito dal forte valore sacro e propiziatorio, era originariamente conosciuto con il nome shikisanban (i tre riti), spettacolo che prevedeva una serie di danze rituali eseguite presso i santuari shintoisti. Lo strumento a fiato rappresentato, shō , deriva dallo sheng cinese e venne introdotto in Giappone nel periodo Nara (710-794). È caratterizzato da 17 canne di bambù di diversa lunghezza, grazie alla quale si possono ottenere suoni diversi. Questo strumento emette suono sia nel momento dell’espirazione sia nel momento dell’espirazione, facendo così in modo che il suono non venga mai interrotto. Veniva utilizzato nella musica gagaku: il suo suono ricorda un organo. Lo strumento a tre piatti potrebbe essere una variante del surigane, una coppetta metallica percossa da un bastoncino lungo e stretto chiamato shumoku. Questo strumento è utilizzato sia nelle cerimonie shintō sia nelle cerimonie buddhiste
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Stato
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0500303289
  • NUMERO D'INVENTARIO 8195
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Museo d'Arte Orientale - Polo Museale del Veneto
  • ENTE SCHEDATORE Museo d'Arte Orientale - Polo Museale del Veneto
  • DATA DI COMPILAZIONE 1998
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 2006
    2026
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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