leggenda giapponese
paravento
post 1800 - ante 1899
Yoshinobu (attribuito)
notizie sec. XIX
Paravento a 4 ante decorato sia sul recto sia sul verso. Fuchi in legno imitante bambù. Recto con montature in seta damascata verde e gialla. Ad incasso immagini in seta a rilievo su fondo di tessuto nero. Verso con montatura in sottile tessuto beige con motivo a nuvole. Su ogni anta 1 disegno a colori su seta (Dei Negri, Jasmina)
- OGGETTO paravento
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MATERIA E TECNICA
cotone
LEGNO
seta/ tessuto/ opera
- AMBITO CULTURALE Ambito Giapponese
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ATTRIBUZIONI
Yoshinobu (attribuito): ESECUZIONE
- LUOGO DI CONSERVAZIONE Museo d'Arte Orientale
- LOCALIZZAZIONE Ca' Pesaro
- INDIRIZZO Santa Croce 2076, Venezia (VE)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE Il paravento raffigura, sul recto, leggende e personaggi del clan Minamoto. Anta 1: il monaco guerriero (sōhei) Musashibō Benkei si apposta sul ponte Gojō a Kyoto, con l’obiettivo di vincere mille spade duellando con i passanti; ottenuta la penultima, incontra un giovane elegante, che si rivela essere Minamoto no Yoshitsune. Yoshitsune - coperto da un mantello bianco secondo l’usanza degli accoliti dei templi buddhisti - sconfigge il possente Benkei, che da quel momento decide di diventare il suo fedele servitore. Anta 2: Minamoto no Yoshiie intuisce la presenza di trappole nemiche osservando il cambio di direzione di uno stormo di oche in volo e vince in battaglia. Yoshiie è un personaggio illustre del clan grazie alle sue imprese militari, che gli valsero il soprannome di Hachimantarō - “il figlio di Hachiman”, divinità shintoista della guerra e nume tutelare dei Minamoto. Anta 3: Kinkō, un santo immortale taoista (sennin), trascorre molti dei suoi duecento anni di vita a dipingere i pesci nel ruscello vicino alla sua dimora; un giorno, il Re delle acque lo invita a visitare il suo mondo sommerso, e Kinkō riemerge a cavallo di una carpa per istruire i suoi discepoli a non mangiare pesce. Anta 4: Minamoto no Yorimasa e il suo servo I no Hayata fronteggiano un nue, creatura mitologica con il corpo di tigre e la testa di scimmia, che di notte terrorizza la corte imperiale emettendo versi spaventosi. Alla fine del XII secolo, Yorimasa è infatti impiegato come guardia a corte e, insieme al principe imperiale Mochihito, scatena la ribellione contro il clan Taira da cui ha inizio la guerra Genpei. Il verso del paravento presenta invece immagini di fiori e uccelli (kachōga) legati alle quattro stagioni. La prima anta raffigura un esemplare maschio di fagiano verde (kiji), uccello nazionale del Giappone contraddistinto dal piumaggio verde sul petto, dalla pelle intorno agli occhi di colore rosso brillante e dalla lunga coda variopinta. Sulla seconda anta sono dipinte due oche selvatiche (gan) in volo con un piccolo arbusto, simboleggiando l’autunno - stagione in cui questi uccelli migrano verso il Giappone. La terza anta raffigura due uccelli con fiori primaverili; potrebbe trattarsi di usignoli dei cespugli (uguisu) accostati a un ciliegio a fiori doppi, caratterizzato da un numero maggiore di petali rispetto alle varietà più diffuse. La quarta anta presenta due dei principali simboli dell’inverno: il pino e le gru della Manciuria (tsuru), distinte dal piumaggio bianco, dalla punta delle ali e dal collo nero e dalla macchia rossa sulla testa
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà Stato
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0500248250
- NUMERO D'INVENTARIO 5305
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Museo d'Arte Orientale - Polo Museale del Veneto
- ENTE SCHEDATORE Museo d'Arte Orientale - Polo Museale del Veneto
- DATA DI COMPILAZIONE 1996
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DATA DI AGGIORNAMENTO
2006
2026
- ISCRIZIONI sul margine destro della seconda anta sul verso, sul margine sinistro della quarta anta sul verso - Yoshinobu ga (dipinto da Yoshinobu) - a pennello - giapponese
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0