scene di vita coniugale

paravento

Paravento a 8 ante con fuchi in legno laccato rosso e kanagu. Verso in carta (Dei Negri, Jasmina). Oberi in garza di seta e polvere d'oro e koberi in seta. Rilievi in pasta di carbonato di calcio (analisi di Enrico Fiorin)

  • OGGETTO paravento
  • MATERIA E TECNICA oro in polvere
    carta/ pittura/ doratura
    legno/ laccatura
    METALLO
    seta/ garza
  • AMBITO CULTURALE Ambito Giapponese
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Museo d'Arte Orientale
  • LOCALIZZAZIONE Ca' Pesaro
  • INDIRIZZO Santa Croce 2076, Venezia (VE)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE In coppia con paravento NCTN 00248242 (Dei Negri, Jasmina). Il paravento raffigura scene di vita coniugale e familiare che illustrano la compatibilità tra uomo e donna secondo la dottrina dei cinque elementi, o Wu Xing (in giapponese gogyō). Secondo questo pensiero, il tempo è scandito in cicli sessagesimali, in cui ogni anno è il risultato della combinazione tra dodici segni (rami terrestri) e cinque fasi (tronchi celesti); l’influenza del segno e delle energie sotto cui l’individuo nasce determina poi vari aspetti della vita e del carattere. Le cinque fasi (fuoco, acqua, terra, metallo e legno) generano inoltre relazioni positive o distruttive, consentendo di prevedere la compatibilità tra individui, secondo schemi resi espliciti nei dipinti applicati al paravento. Come afferma Matthias Hayek (2018), nel paravento è raffigurata la compatibilità (aishō) tra coniugi associati ai cinque elementi, in abbinamento a brevi poesie (tanka) composte da cinque versi di cinque o sette sillabe. In base al confronto tra il paravento e alcuni almanacchi (o calendari perpetui, mannengoyomi), Hayek ipotizza inoltre che, in origine, esistessero più dipinti, e che quelli rimasti siano stati applicati alle ante in ordine errato, talvolta in abbinamento a poesie incongruenti con le immagini. La poesia sulla prima anta, ad esempio, si incentra sul contesto sacro, mentre il dipinto raffigura una coppia indigente, composta da coniugi associati all’elemento del legno: l’abitazione è in stato di deterioramento, e al suo interno, il figlio maggiore pratica esercizi di scrittura (tenarai) mentre i genitori aprono un involucro di stoffa. Sulla seconda anta è raffigurata la relazione armoniosa tra terra (donna) e fuoco (marito): l’uomo, un guerriero in tenuta cerimoniale, viene assistito nella vestizione dalla moglie e dalla figlia, che gli porgono una spada corta (wakizashi) e un ventaglio. Alle loro spalle, si manifesta la divinità del focolare Sanbōkōjin, che rafforza l’immagine dell’armonia tra i coniugi, insieme alla poesia abbinata al dipinto; Hayek ipotizza, tuttavia, che la poesia corretta in abbinamento al dipinto fosse quella applicata all’anta precedente. Anche sulla terza anta appare un’entità soprannaturale, ma in chiave negativa, il che mostra la scarsa compatibilità tra uomo-acqua e donna-terra. Due donne sono coinvolte in una disputa che riguarda probabilmente l’uomo; si tratta forse di un litigio tra due cortigiane per ottenere il favore di un cliente, o tra una madre e la nuora. Oltre allo stato di disordine della stanza, che indica la violenza della disputa, alle loro spalle appare binbōgami, dio della sventura, che preannuncia rovina e povertà; la poesia, che Hayek ritiene incongruente con il dipinto, fa invece riferimento alla mancanza di figli nella famiglia. Sulla quarta anta, una coppia di mercanti (uomo-terra e donna-fuoco) si reca a osservare i fiori di ciliegio secondo la pratica dello hanami. I coniugi, accompagnati da due servi, costituiscono un esempio di relazione positiva, come suggerito anche dalla poesia abbinata al dipinto. La coppia formata da uomo-legno e donna-fuoco è altrettanto propizia: il dipinto sulla quinta anta raffigura l’interno di una ricca dimora guerriera, dove il signore e la sua famiglia osservano dei cavalli scortati da tre stallieri. I coniugi associati al fuoco, raffigurati sulla sesta anta, sono invece altamente incompatibili tra loro, come mostrato dalla lite tra un guerriero e un uomo disarmato, forse ambientata nei pressi del quartiere di piacere di Yoshiwara. La settima anta riguarda il rapporto positivo tra fuoco (il marito) e legno (la moglie): la famiglia è intenta a pregare il bodhisattva Fugen, che appare a cavallo di un elefante bianco con un fiore di loto. L’ultima anta raffigura invece la ricchezza materiale e la soddisfazione pronosticati per la coppia di uomo-terra e donna-metallo: un ricco mercante di mezz’età tende la mano al bambino tra le braccia della donna, mentre in secondo piano un giovane uomo dispone delle offerte votive nell’alcova (tokonoma) decorata con un rotolo appeso (kakejiku) raffigurante l’imbarcazione degli dèi della fortuna. A lato, si distinguono dei senryōbako (scatole “dalle mille monete d’oro”) impilati, a testimonianza della prosperità della famiglia, sottolineata anche dalla poesia (Hayek, 2018)
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Stato
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0500248241
  • NUMERO D'INVENTARIO 5296
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Museo d'Arte Orientale - Polo Museale del Veneto
  • ENTE SCHEDATORE Museo d'Arte Orientale - Polo Museale del Veneto
  • ISCRIZIONI in alto a destra sulla prima anta - Otoko moku / onna moku / Chihayaburu kami mo aware to obosuramu / Igaki no uchi wo tanomu mi nareba [Uomo legno / donna legno / Gli stessi potenti dèi avranno pietà di me / Io, che ripongo la mia fiducia nel recinto sacro] (Hayek, 2018) - a pennello - giapponese
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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