Madonna con il Bambino in trono e i Santi Giovanni Battista, Pietro, Domenico e Maria Maddalena

dipinto ca 1493 - ca 1493

Personaggi: Madonna; Cristo Bambino; San Giovanni Battista; San Pietro; San Domenico; Santa Maria Maddalena. Paesaggi: Montagne con castello. Attributi: (San Pietro) chiavi; (San Domenico) giglio; (Santa Maria Maddalena) vasetto con unguenti

  • OGGETTO dipinto
  • ATTRIBUZIONI Palmezzano Marco (1459-1463/ 1539): esecutore
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Pinacoteca di Brera
  • LOCALIZZAZIONE Palazzo di Brera
  • INDIRIZZO Via Brera, 28, Milano (MI)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Incerta è la provenienza originaria dell'opera: infatti l'indicazione dei vecchi inventari e di quello napoleonico della Pinacoteca, che tramandano la provenienza dai "Bianchi" di Valverde, spesso interpretata come indicante la confraternita dei Battutibianchi in Valverde, è errata. Il dipinto giunse dal deposito demaniale organizzato presso il cenobio dei benedettini camaldolesi, detti 'bianchi' di San Salvatore in Vico soppresso (cfr. Ceriana M. 1997, p. 9)L'opera probabilmente era completata da una cornice, forse disegnata dallo stesso Palmezzano, come dimostra lo schizzo del capitello corinzio sul retro della tavola, su modello desunto dai repertori della scuola melozzesca e, con ogni probabilità, era completata in alto da una lunetta (Ceriana M., 1997, p. 13).Così come per ora resta sconosciuta la collocazione originaria della pala, resta ignoto anche il committente, che tuttavia Ceriana (1997, p. 14) ipotizza poter fare parte del raffinato circolo culturale di Caterina Sforza Riario, moglie di Girolamo Riario,La forma delle lettere, il modo di inservi le grazie e la piccola foglia antiquaria mostrano una sicura famigliarità con l'epigrafia antica, imparata probabilmente durante l'apprendistato di Melozzo da Forliì. L'apparentemente sgrammaticata forma verbale (fecerunt invece di fecit) potrebbe, secondo Ceriana (1997, p. 14) alludere ad una collaborazione; l'iscrizione è da considerarsi comunque autentica, come dimostra il confronto con la firma analoga che compare suula pala oggi a Sarasota. Per F. Panzavolta (in Marco Palmezzano, 2006, p. 196) la forma verbale è da considerarsi come un 'plurale maiestatis', non essendo verosimile l'ipotesi di un errore così grossolano da parte dell'artista.La pala qui esaminata ha riscontri evidenti in quella di Marco Zoppo raffigurante "Madonna con Bambino in trono, tra San Giovanni Battista, San Francesco, Paolo e Gerolamo (Berlino, Staatliche Museen, Bodemuseum), nel paesaggio che si apre dientro il trono della Vergine, al disporsi dei personaggi a corona, fino ai particolari anatomici, stlistici e decorativi. Ma modello di riferimento per l'artista è anche la famosa pala di Giovanni Bellini, raffigurante "l'Incoronazione della Vergine" (Pesaro, Musei Civici), come nel controluce della testa di San Pietro e nel concentrato raccogliemento con cui San Domenico legge il suo libro
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0300180285
  • NUMERO D'INVENTARIO Inv. Nap. 159
  • DATA DI COMPILAZIONE 1994
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 2006
  • ISCRIZIONI bordo inferiore della tavola - MARCHUS PALMIZANUS FOROLIVIENSE FECERUNT (sic) / MCCCCLXXXXIII - lettere capitali - a pennello - latino volgare
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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