altare maggiore, complesso decorativo di Riccardi Gian Battista (sec. XVIII)

altare maggiore, 1741 - 1741
Gian Battista Riccardi
notizie 1741-1764

Altare staccato dalla parete, a due piani. Il fondo è di marmo occhialino grigio scuro su cui sono incastonate centinaia di pietre di tutti i colori e misure: (le più grandi misurano anche 50 x 37) crisoliti, smeraldi, zaffiri, occhio di gatto, diaspri, opali, lapislazzuli, corniole, ametiste, onice nero, onice variegato, diaspri sanguigni, agate, giade, incastonate in volute, nodi, cornici mistilinee di bronzo dorato. Le parti estreme dell'altare, in alto e in basso molto sporgenti, hanno ornamenti di bronzo dorato su cui sono incastonate le pietre; nella parte rientrante enorme diaspro sanguigno (50 x 30). Dove sporge la mensa grandi strisce di lapislazzuli (28 x 10) con bordo di bronzo dorato e corniola tonda, con cornice mistilinea bronzea. Anche i lati dell'altare sono adornati con grandi diaspri rossi sanguigni e bronzi, ripresi anche nella parte posteriore

  • OGGETTO altare maggiore
  • MATERIA E TECNICA bronzo/ fusione
    Marmo
    PIETRA DURA
  • MISURE Profondità: 94
    Altezza: 300
    Larghezza: 650
  • ATTRIBUZIONI Gian Battista Riccardi
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Chiesa di S. Alessandro
  • INDIRIZZO Piazza Missori, 4, Milano (MI)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE L'altare venne creato e realizzato da Gian Battista Riccardi, milanese: ".... eiusdem altaris delineationem confecit Joan. Bap.ta Ricardis ingeniosissimus architectus et pictor". Venne iniziato nel 1736 "... mese d'ottobre Giovan Battista Riccardi formam incipit describere altaris maximi ecclesiae nostrae illamque absolvit die 16 iusdem mensis quae forma seu exemplar in scholarum ..... Tutte le maestranze erano milanesi, sia quelli che tagliarono i marmi, che fusero i bronzi, che li dorarono, che tagliarono e lavoravano le pietre preziose, come è annotato negli Atti. Alla realizzazione, a cui partecipano con offerte molti benefattori tra cui il Marchese Alessandro Trivulzio con novemila lire, vari lasciti testamentari, e i Modroni (che ebbero in pochi anni otto barnabiti), diede inizio nel 1736 Francesco Pezzio, allora preposto del collegio e subito dopo la direzione del lavoro passò a Gerolamo Vimercati, il quale diede tutte le sue sostanze
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Stato
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0300014387-0
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza per i beni storici artistici ed etnoantropologici per le province di Milano Bergamo Como Lecco Lodi Monza Pavia Sondrio Varese
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i beni storici artistici ed etnoantropologici per le province di Milano Bergamo Como Lecco Lodi Monza Pavia Sondrio Varese
  • DATA DI COMPILAZIONE 1975
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 2006

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