Rachel idola patris furata / quaerentem patrm decipit. Labano cerca gli idoli

stampa controfondata smarginata di traduzione, post 1630 - ante 1699
Pietro Berrettini Detto Da Cortona
Cortona, 1596 - Roma 1669

Soggetti sacri. Personaggi: Rachele; Giacobbe; Labano. Figure: servitori, bambino. Oggetti: baule; tessuti; vaso; ciotola. Abbigliamento. Animali: cammelli. Paesaggio. Piante: fiori; alberi. Fenomeni naturali: nuvole

  • OGGETTO stampa controfondata smarginata di traduzione
  • MATERIA E TECNICA carta/ bulino/ acquaforte
  • ATTRIBUZIONI Pietro Berrettini Detto Da Cortona: inventore
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Raccolta Stampe e Disegni
  • LOCALIZZAZIONE Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino
  • INDIRIZZO Piazza Carlo Alberto, 3, Torino (TO)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE L’incisione risulta anonima, dall’iscrizione si rintracciano soltanto l’inventore Pietro da Cortona, lo stampatore - editore François Mazot e il nome del dedicatario Jacques Denisot “Consiliario Secretario Regio”. Nonostante la traduzione afferisca all’opera attribuita a Pietro da Cortona “Labano cerca gli idoli” conservata presso il Museum and Art Gallery di Bristol, l’incisione non viene menzionata nella bibliografia correlata. Gli studi recenti hanno confermato l’ipotesi di Briganti (1962, pp. 211-212): l’opera originale databile intorno al 1630-35 risulta essere il pendant dell’olio su tela “Giacobbe e Labano”, conservato oggi al Louvre. Entrambe le opere si presume possano provenire da casa Barberini a Roma, se ne ritrova traccia in alcuni inventari (Aronberg Lavin, 1975, pp. 175, 297, 338, 444), anche se non sono ancora state chiarite le vicende collezionistiche che le separarono. Briganti identifica la tela cortonesca “Labano cerca gli idoli” nel Settecento tra le opere della collezione del Duca d’Orleans e durante il secolo successivo in quella di Lewis Fry per pervenire nel 1905 al Museum and Art Gallery di Bristol. Si ritiene che Pietro da Cortona e Ciro Ferri fossero molto legati a tale tematica tanto da riproporla in numerose versioni (Paoluzzi, 2007, pp. 331-338), testimoniate anche da molteplici incisioni di traduzione, con e senza varianti. L’incisione fa parte erroneamente di un album denominato “Scuola Francese Vouet Simone”. Per mancanza di documenti non si conosce la collocazione precedente e la modalità di acquisizione da parte delle collezioni reali (poi Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino) delle incisioni raccolte. Nel 1861 il conoscitore Giovanni Volpato, allora impegnato nel riordino delle collezioni grafiche dell’Accademia Albertina, viene chiamato a lavorare simultaneamente al fondo della Biblioteca Nazionale costituendo, sia per estensione sia per qualità, un nucleo rappresentativo della grande tradizione artistica italiana e straniera. Non è ancora stato possibile definire il lavoro di riordino nonostante si supponga che Volpato operò realizzando 52 album (Giovannini Luca, 2016). Unico documento che attesta la presenza degli album alla fine del 1800 è l’inventario redatto da Alessandro Baudi di Vesme (Antichi inventari 84). Oggi alcuni album, come quello preso in esame, restano testimonianza della collazione di incisioni realizzata da Volpato, molti altri dal 1970 vennero restaurati e smembrati, le incisioni sciolte vennero inserite in passepartout idonei alla conservazione, perdendone purtroppo l’integrità
  • TIPOLOGIA SCHEDA Stampe
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Stato
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0100408076
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino
  • ENTE SCHEDATORE Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino
  • DATA DI COMPILAZIONE 2018

LOCALIZZATO IN

ALTRE OPERE DELLO STESSO PERIODO - post 1630 - ante 1699

ALTRE OPERE DELLA STESSA CITTA'