ritratto equestre di Umberto I di Savoia

statua equestre, 1878 - 1878

Ritratto equestre in bronzo, su base in marmo grigio. Il personaggio rappresentato, con braccia salde alle redini, indossa abiti borghesi da cavallerizzo, comprensivi di giacca a coda a tre bottoni, sul cui bavero è appuntata una spilla, e stivali. In testa porta una tuba. Sulla base, dietro il cavallo, è riportata data e firma dell'artefice, mentre nella parte frontale è incisa la ditta fonditrice

  • OGGETTO statua equestre
  • MATERIA E TECNICA bronzo/ fusione
    marmo bardiglio di Valdieri
  • ATTRIBUZIONI Gangeri Lio (1844/ 1913): scultore
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Castello Reale
  • INDIRIZZO Via Francesco Morosini, 3, Racconigi (CN)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Il busto raffigura il re Umberto I a cavallo, in abiti borghesi, e si contrappone, nell'allestimento attuale, ad un altro ritratto equestre in bronzo, di simili dimensioni, raffigurante il sovrano a cavallo, stavolta però in divisa militare. L'opera in esame presenta un ritratto del sovrano molto realistico, tipico della cultura figurativa della seconda metà dell'Ottocento, lontano dalla ritrattistica ufficiale. L'opera è firmata sulla base del bronzo da Letterio Gangeri, detto Lio, scultore siciliano. Proveniente da una famiglia di scultori, Lio Gangeri compì i primi studi alla Scuola di disegno dell'Università di Messina; completò poi la sua formazione a Roma, alla fine del settimo decennio dell'Ottocento, sotto la guida di Giulio Monteverde. Quest'ultimo lo introdusse nell'ambiente artistico ufficiale della capitale, dove lo scultore messinese prese parte alle esposizioni della Società Amatori e Cultori di Belle Arti ed ottenne importanti incarichi pubblici. Si ricordi il Monumento a Marco Minghetti, innalzato in piazza San Pantaleo nel 1895, e le due statue allegoriche raffiguranti La scultura e La pittura realizzate nel 1910 per il Monumento a Vittorio Emanuele II (presentate in gesso nel 1911 all'Esposizione Internazionale di Roma). Nel 1883 Gangeri partecipò all'Esposizione di Belle Arti di Roma con un gesso intitolato Fulvia; allo stesso anno risale la commissione del Ministero della Pubblica Istruzione per la traduzione in marmo di suddetta opera. La Fonderia Nelli fu fondata dall'imprenditore Alessandro Nelli con sede inizialmente a via della Lungara e poi, dal 1881, in via Luciano Manara n. 43. Contestualmente egli aprì un negozio-deposito in piazza di Spagna, all'angolo fra via della Croce e via del Babuino. La Fonderia Nelli rimase aperta fino ai primi del secolo, caratterizzandosi come la più importante fonderia nella traduzione di bronzi artistici. All'officina difatti si rivolsero tutti i più importanti artisti dell'epoca, non solo italiani specializzati nei monumenti decorativi (tra cui si ricorda Eugenio Maccagnani, Giulio Tadolini, Ernesto Biondi, Odoardo Tabacchi), ma anche artisti stranieri residenti a Roma, quali gli statunitensi William Story e Randolph Rogers o il polacco Pius Welonsky, e che spedirono all'estero le proprie opere. La fonderia fu attivissima in parallelo nella produzione di copie, sempre in bronzo, da sculture antiche, per esempio dall'Antico, da Giovan Lorenzo Bernini o da Antonio Canova
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Stato
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0100404975
  • NUMERO D'INVENTARIO R 6671
  • DATA DI COMPILAZIONE 2018
  • ISCRIZIONI fronte, piede della scultura - FONDERIA NELLI. ROMA - a incisione - italiano
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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