Ritratto di Vittorio Emanuele III di Savoia

dipinto, post 1870 - ante 1870
Michele Gordigiani
1835/ 1909

In primo piano, adagiato su una poltrona dallo schienale trapuntato e ornato da fiocchi, è rappresentato, un bambino in fasce. I capelli sono mossi e biondi. Lo sguardo è rivolto verso sinistra. Indossa un lungo camicino smanicato ornato anteriormente da balze in pizzo e posteriormente da veli. In mano tiene un rametto con alcune rose. Sfondo neutro sfumato. La tela è posta entro una cornice di formato e luce rettangolare, in legno intagliato e dorato. Tipologia a cassetta. Battuta liscia. Doppia fascia interna con motivo a coppie di piccole fogliette lanceolate; fascia centrale filettata. Fascia esterna con ornato a girali su fascio con motivo a scaglie; profilatura esterna perlinata

  • OGGETTO dipinto
  • MATERIA E TECNICA tela/ pittura a olio
  • MISURE Altezza: 85 cm
    Larghezza: 66 cm
  • ATTRIBUZIONI Michele Gordigiani: pittore
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Castello Reale
  • INDIRIZZO Via Francesco Morosini, 3, Racconigi (CN)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE L’opera, come indicato nel cartellino posto sul retro della cornice, proviene dalla Villa Reale di Monza, residenza privilegiata per le villeggiature di casa Savoia durante l’ultimo quarto dell’Ottocento, e drammaticamente abbandonata a seguito del regicidio di Umberto I il 29 luglio del 1900. Come indicato nell’inventario compilato da Noemi Gabrielli, l’opera raffigura il futuro re d’Italia Vittorio Emanuele III (Napoli, 1869-Alessandria d’Egitto, 1947) entro un anno circa di età, come si deduce dall’aspetto del bambino e dell’abbigliamento. L’opera è firmata dal pittore fiorentino Michele Gordigiani (1835-1909), artista che divenne tra i prediletti ritrattisti al servizio di Casa Savoia a partire dal 1861, quando giunse una prima volta a Torino per ritrarre il principe di Carignano e il primo re d’Italia Vittorio Emanuele II. Celeberrimi sono alcune sue tele, caratterizzate da un certo realismo addolcito, che raffigurano Margherita di Savoia-Genova come regina d’Italia, ma anche molti personaggi della corta furono immortalati dal suo pennello come Camillo Benso conte di Cavour e la contessa di Castiglione. La tela si colloca in una sala che venne riallestita all’inizio del Novecento, in una fase in cui, dopo decenni di abbandono e dopo l’assassinio di Umberto I a Monza, che determinò l’abbandono della villa lombarda come luogo di villeggiatura della famiglia reale, il castello di Racconigi fu oggetto di un nuovo interesse da parte dei Savoia. Gli appartamenti dell’area di ponente furono destinati a ospitare principi in visita o ospiti illustri. Successivamente, a partire dagli anni Trenta del Novecento, subirono ulteriori trasformazioni, dopo la donazione della residenza al principe ereditario Umberto II. La serie dei ritratti degli infanti di Casa Savoia di varia epoca qui posizionati, rientra, probabilmente, tra gli acquisiti effettuati da parte di Umberto II dagli anni Venti del Novecento per completare la quadreria dinastica
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Stato
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0100399684
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Castello di Racconigi
  • ENTE SCHEDATORE Castello di Racconigi
  • DATA DI COMPILAZIONE 2016
  • ISCRIZIONI verso, tela, in basso, a sinistra - R 5124 (giallo) - corsivo alto-basso - a pennello - italiano

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