Madonna con Bambino

dipinto,

Supporto costituito da 2 assi verticali con inserti e farfalle al centro, parchettatura con 6 traverse verticali incollate e altrettante orizzontali scorrevoli. Cornice del XIX secolo: dorata a cassetta con decorazioni a bulino. Telaio con incastro angolare a 45° e inserti ortogonali di rinforzo ed elementi in ferro a 'L'. Inserimento del dipinto con listello di raccordo in legno grezzo e sbarrette metalliche; gancio in ferro

  • OGGETTO dipinto
  • MATERIA E TECNICA tavola/ pittura a tempera
  • ATTRIBUZIONI Giovanni Bellini (bottega)
  • ALTRE ATTRIBUZIONI Bellini Giovanni
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Musei Reali - Galleria Sabauda
  • LOCALIZZAZIONE Palazzo Reale
  • INDIRIZZO via XX Settembre, 86, Torino (TO)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Il dipinto fu venduto alla Galleria Sabauda diretta da F. Gamba dall’antiquario Carlo Gherardi di Torino nel 1875. Sulla base della firma “Joannes Bellinus” fu attribuito senza riserve da Gronau (1909) ma, in virtù del precario stato conservativo, valutato con maggior cautela già da Lermolieff (1890) e dalla critica successiva riconsiderato alla luce di un variabile coinvolgimento della bottega. Fu pertanto, a ragione, avvicinato da Adolfo Venturi (1915), Rodolfo Pallucchini (1959) e Noemi Gabrielli al prototipo della Madonna di provenienza Contarini delle Gallerie veneziane dell’Accademia. Nello specifico il confronto proposto riferiva entrambi i dipinti a un medesimo cartone, mentre le differenze riguardano la posizione del Bambino - seduto sulle ginocchia delle madre nel dipinto sabaudo e in piedi sul davanzale in quello veneziano - e lo sfondo, neutro nel primo caso e aperto su un paesaggio nel secondo. Gamba (1879) riteneva che la tavola torinese fosse stata eseguita dal maestro intorno al 1474 e rimaneggiata dagli allievi una ventina di anni dopo, Pignatti (1969) ribadiva la sua piena autografia e la collocava verso il 1475. Heinemann (1962) infine considerava lo sfondo completamente falso e limitava l’eventuale intervento di Giovanni Bellini ai volti, constatando però su base fotografica l’espressione troppo moderna del Bambino. In effetti anche la manina benedicente appare decisamente confusa e inefficace a trasmettere pienamente il gesto, soprattutto se paragonata al prototipo veneziano. Il motivo del Bambino seduto e benedicente deriverebbe da una pala perduta di cui rimane memoria in un’incisione del Moccetto e torna nella Madonna frammentaria del Rijkmuseum di Amsterdam del 1475-80 (Pallucchini, 1969, p. 64), nella quale peraltro il piccolo Gesù è analogamente vestito con una veste bianca dall’identico scollo. La deformazione della mano sinistra della Vergine in corrispondenza dell’articolazione del pollice, che però si direbbe oggi quasi del tutto scomparso, si osserva in forma meno accentuata anche in altre composizioni belliniane come la cosiddetta Madonna greca della Pinacoteca di Brera, che inoltre condivide con il dipinto torinese il motivo bizantino del manto riportato sulla spalla sinistra, utilizzato dall’artista verso la metà dell’ottava decade del secolo (cfr. Goffen, 2000, pp. 131-132 cat. 9). Da ultimo, anche Anchise Tempestini (2000) lo ha inserito tra le opere autografe ma senza addurre precisazioni relative alla presunta data di esecuzione
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Stato
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0100350752
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Musei Reali-Galleria Sabauda
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte
  • DATA DI COMPILAZIONE 2012
  • ISCRIZIONI verso del dipinto, in basso, al centro del parapetto - IOANNES BELLINUS - capitale - a stampa - latino
  • LICENZA CC-BY 4.0

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