natura morta con cacciagione

dipinto,

Il soggetto si compone nella parte centrale di una lepre e una decina di uccelli morti, di una borsa e di una fiasca di polvere. In primo piano, sulla destra di chi guarda, sono raffigurati una pozza d'acqua e una pianta di cardo. Il tutto è ambientato all'aperto su sfondo di paesaggio. Cornice in legno intagliato

  • OGGETTO dipinto
  • MATERIA E TECNICA tela/ pittura a olio
  • ATTRIBUZIONI De Caro Baldassarre (attribuito)
  • LOCALIZZAZIONE Abitazione Delle Maremme Potito
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Questa affollata ma calibrata composizione in cui è rappresentata una cacciagione è da assegnarsi a Baldassarre De Caro, noto per una lunga e fortunata serie di nature morte con cacciagione, spesso firmate e datate. Il genere della 'natura morta', che tanta fortuna aveva trovato a Napoli durante l'intero arco del Seicento, non si era esaurito con le ultime propaggini barocche di un Giuseppe Recco, o di un Andrea Belvedere. Ma molti furono i pittori che, continuando o rinnovando le linee della tradizione recente, si specializzarono nel dipingere fiori, frutta, pesci, cacciagione, interni di cucina e quanto altro del naturale rientrasse nelle tematiche della 'natura morta'. Tra i seguaci di Andrea Belvedere dell'ultima ora, rappresentativi di esigenze di gusto ormai ampiamente diffuse non solo in ambiente napoletano, ma un po' in tutta l'Europa, Baldassarre De Caro merita qualche attenzione maggiore.Con le sue nature morte con cacciagione, riprendendo un tema già trattato, ma con altre capacità di resa percettiva e di credibilità pittorica, da Giuseppe Recco e poi sviluppato da altri pittori fiamminghi, come il Fyt, lo Snyders (G.De Logu, Nature morte italiane, Bergamo 1962), o Monsù Aurora, De Caro portò questo particolare aspetto del 'genere' a soluzioni di gusto decorativo che incontrarono successo presso l'aristocrazia napoletana e presso i sovrani borbonici, notoriamente presi dalla passione per la caccia (M.Spinosa, Pittura napoletana del Settecento dal Barocco al Rococò, Napoli 1986). Opere dell'artista sono conservate nella Reggia di Caserta, nel Museo Correale di Sorrento e nel Museo di San Martino a Napoli. Accertano la paternità del dipinto in esame a Baldassare De Caro probanti confronti con varie sue opere, tra cui la 'Cacciagione' e la ' Volpe, galline e rapaci', entrambe conservate presso la Prefettura di Napoli, cui va aggiunta quella, di tema analogo (siglata 'B.D.C'), appartenente alle raccolte del Museo di San Martino, pure a Napoli (La natura morta italiana, catalogo della mostra, Napoli 1964, p. 64, n.122; N.Spinosa, 1986, p. 171 e figg 381-385). Del De Caro ritroviamo la tipica pennellata leggera e rapida, come l'accurato impiego della luce, la morbidezza e la policromia delle piume e del pellame.Il dipinto proviene dalla collezione di Fabio Bacile di Castiglione (Piazza Roma 9, 73100 Lecce), che comprendeva tra l'altro una Natura Morta firmata dallo stesso Baldassarre De Caro (siglata in basso a destra BDC)
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà privata
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0100211699
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Torino
  • DATA DI COMPILAZIONE 2007
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 2007
    2020
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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