Veduta di Venezia. veduta di Venezia

dipinto, ca 1860 - ca 1860

Ampia veduta prospettica di Venezia dal Canal Grande. In primo piano ponte con scalinata, e figure femminili che osservano il panorama.Cornice XIX secolo dorata liscia, con sottile decorazione in pastiglia

  • OGGETTO dipinto
  • MATERIA E TECNICA tela/ pittura a olio
  • ATTRIBUZIONI Caffi Ippolito (1809/ 1866): esecutore
  • LOCALIZZAZIONE Avvocatura Distrettuale dello Stato
  • INDIRIZZO Corso Stati Uniti 45, Torino, Torino (TO)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Inizialmente impegnato in un vedutismo a matrice ancora settecentesca, appreso nella nativa Belluno presso gli studi di Antonio Federici e Antonio Tessari, Ippolito Caffi si rivolse dal 1827 all'Accademia veneziana con particolare interesse ai corsi di prospettiva di Tranquillo Orsi. Un successivo apprendistato a Roma dal 1832 presso Pietro Paoletti pittore di storia chiarì la sua vocazione per la veduta. Frequenti viaggi portarono l'artista ad approfondire realtà e mercati differenti: alle vedute veneziane in cui Caffi cerca di evolvere l'impostazione tradizionale cogliendo le novità urbanistiche della città ottocentesca e le suggestioni dei cambiamenti di luce e ora, si affiancano vedute esotiche dipinte dopo il lungo soggiorno del 1843-1844 in Medio Oriente, vedute romane e dipinti di ispirazione patriottica realizzati a seguito della partecipazione alle campagne di liberazione garibaldine (cfr. le voci biografiche dedicate all'artista da M.C. Gozzoli nel catalogo "Cultura figurativa e architettonica negli Stati del Re di Sardegna. 1773-1861" a cura di E. Castelnuovo e M. Rosci, Torino 1980, v. III pp. 1413-1414; di F. Magani in "La pittura in Italia. L'Ottocento", a cura di E. Castelnuovo, Milano 1991, t. II pp. 723-724; e di M. Caldera nel volume "Pittori dell'Ottocento in Piemonte. Arte e cultura figurativa 1830-1865", a cura di P. Dragone, Torino 2001, pp. 316-317, con bibliografia precedente ). Le vedute veneziane degli ultimi anni di attività sono caratterizzate da una gamma cromatica più vivace e ricca di contrasti che ha indotto la critica a formulare l'ipotesi di un contatto con le coeve esperienze di Vienna, Dusseldorf e Monaco e a identificare la veduta in questione con il "Panorama di Venezia" presentato alla mostra della Promotrice delle Belle Arti del 1860 (n. 295). Ma l'inventario del 1879 del Palazzo Reale di Torino registra il dipinto con indicazione dell'anno di esecuzione al 1853, il che farebbe pensare ad un acquisto più precoce da parte della casa regnante.L'opera, che risultava nel Reale Palazzo Vecchio di Torino, terzo piano, camera n. 30, durante le fasi di inventariazione del 1879-1880, è registrata negli Uffici Beni ex Corona del Palazzo Nuovo, Magazzino già degli arazzi, nel 1966; comunicazioni verbali raccolte durante il sopralluogo all'Avvocatura dello Stato rimandano la consegna in deposito del dipinto ad "almeno prima del 1973" (esiste un "Elenco quadri consegnati all'Avvocatura Distrettuale dello Stato - Torino" datato 1974/1975)
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Stato
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0100207820
  • NUMERO D'INVENTARIO 7898
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Musei Reali - Palazzo Reale
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte
  • DATA DI COMPILAZIONE 1995
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 2003
    2007
  • ISCRIZIONI in basso a destra - CAFFI - lettere capitali - a stampa -
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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