armadio - a muro, opera isolata - bottega piemontese (prima metà sec. XVIII)

armadio a muro 1700 - 1749

Armadio a muro costituito da tre corpi. Il corpo inferiore è dotato di due sportelli, con ante formate da pannelli di legno, incernierati a due zoccoli verticali che presentano una riquadratura modanata; lo stesso motivo è presente nell'elemento verticale tra le due ante. Sui due pannelli si innesta una mensola lignea, lievemente aggettante, su cui sono i due cassetti del corpo mediano. Il corpo superiore ha due sportelli, in pannelli di legno liscio, sormontati da architrave aggettante. Il mobile è completato da un pannello intagliato con motivo vegetale di foglie e volute, disposte attorno alla cartella, dipinta in bianco, in cui compare l'emblema religioso dei Padri Filippini

  • OGGETTO armadio a muro
  • MATERIA E TECNICA legno/ intaglio/ pittura
  • MISURE Profondità: 98
    Altezza: 351
    Larghezza: 248
  • AMBITO CULTURALE Bottega Piemontese
  • LOCALIZZAZIONE Torino (TO)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE La struttura architettornica di questo armadio, il cui corpo inferiore, caratterizzato da intagli limitati alle cornici che profilano gli sportelli e i due cassetti, in contrasto con il coronamento semicircolare, animato da rigogliose volute di foglie d'acanto, che lascia poco spazio alle pause e ai vuoti richiama alla mente la produzione lignea di mobili ed arredi sacri della prima metà del Settecento (C. E. Rava, Il mobile d'arte dal Quattrocento all'Ottocento, Milano 1950). In particolare, i motivi decorativi sfrangiati, le corolle che si dipongono attorno al cuore ardente, simbolo degli Oratoriani Filippini, trova riscontro, se pure con le debite distanze, con gli ornati del Paliotto eseguito da Pietro Piffetti nel 1749 e collocato sull'altare maggiore della Chiesa di San Filippo (G. FERRARIS, Pietro Piffetti e gli ebanisti a Torino 1670-1838, (a cura di A. Gonzàles-Palacios ), Torino 1992, pp. 104-107). Sappiamo dalle testimonianze artistiche rimasteci, che numerosi minusieri ed scultori in legno lavorarono per la chiesa e per i locali della Congregazione intitolata al Neri nella prima metà del Settecento, anche se, purtroppo, non ne conosciamo i nomi, a causa della mancanza dei documenti ad essi relativi ( A. Contardi (a cura di), La chiesa di San Filippo in Torino, Torino 1995, pp. 41-42). Possiamo ipotizzare, che l'armadio in questione, insieme alla panca collocata nella medesima sagrestia, ad esso riconducibile sia opera di uno di questi artisti del legno. Il cuore sormontato da una piccola fiamma e accompagnato dalle stelle a più punte, emblema religioso degli oratoriani, è simbolo dell'amore ardente con cui San Filippo portò avanti la sua missione, mentre i gigli che lo incorniciano alludono alla sua purezza d'animo (O. Melasecchi, Nascita e sviluppo dell'iconografia di San Filippo Neri dal Cinquecento al Settecento, in La regola e la fama. San Filippo Neri e l'arte, catalogo della mostra, Roma 1955,p. 38)
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Ente religioso cattolico
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0100203358
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Torino
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte
  • DATA DI COMPILAZIONE 2001
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 2006
  • STEMMI in alto, al centro del pannello di coronamento - religioso - Stemma - Congregazione dell'Oratorio di S. Filippo Neri - Cuore sormontato da piccola fiamma, caricato di tre stelle, tra rami fioriti
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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