Madonna con i Martiri Crispino e Crispiniano. Madonna con Bambino tra San Crispino e San Crispiniano

dipinto 1740 - 1760

Tela dipinta con cimasa sagomata. Nel piano inferiore, a sinistra, con la palma del martirio, é la figura di San Crispino con la veste gialla e il manto rosso, mentre a destra, anche quella di San Crispiniano, con la veste azzurra, é contraddistinta dal simbolo del martirio. Nel piano superiore, assisa su di una nube, la Vergine con il Bambino è incoronata da due angioletti. Ai lati delle figure le piccole scene con il martirio dei santi sono delineate entro cornici vegetali: Crispino e Crispiniano condannati al supplizio della ruota; i santi condotti verso il fiume con una pietra legata al collo; la decapitazione; il trasporto delle salme

  • OGGETTO dipinto
  • MATERIA E TECNICA tela/ pittura a olio
  • MISURE Altezza: 210
    Larghezza: 133
  • ATTRIBUZIONI Laveglia Giuseppe Antonio (bottega)
    Laveglia Pietro Gaspare (bottega)
  • LOCALIZZAZIONE Asti (AT)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Anche questo dipinto appartiene al nucleo di opere pittoriche la cui provenienza è individuabile nella dispersione di arredi sacri avvenuta in epoca napoleonica. La presenza nel dipinto di San Crispino patrono dei ciabattini, come attesta la calzatura delineata in primo piano, suggerisce l'ipotesi che la tela sia stata commissionata da quella corporazione per un altare di una chiesa astigiana attualmente non individuabile. La cornice rococò è, verosimilmente, un adattamento successivo, come attesta la parziale leggibilità della zona alta del dipinto, in cui sono visibili le piccole scene illustranti i martirii dei santi (Crispino e Crispiniano condannati al supplizio della ruota; condotti verso il fiume con una pietra legata al collo; la decapitazione; il trasporto delle salme). Il quadro è databile alla metà del secolo e attribuibile alla bottega dei pittori Laveglia; i caratteri stilistici (tra cui i tratti marcati delle fisionomie e il modo di disegnare i panneggi) non si discostano di molto dalle composizioni eseguite dai Laveglia della generazione precedente. Il confronto è con la pala raffigurante La Madonna del Rosario con i santi Domenico e Caterina e due Certosini (proveniente dalla Certosa di Asti e ora presso la parrocchiale di Grana) e il "san Filippo Neri in preghiera e Santa Caterina" di Montechiaro datato 1720 (Parrocchiale di Santa Caterina), entrambi attribuibili a Giovanni Antonio (figlio di Pietro Laveglia e morto prima del 1733)
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Ente religioso cattolico
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0100176067
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Alessandria, Asti e Cuneo
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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