paramento liturgico, insieme - manifattura italiana (secondo quarto sec. XIX)
paramento liturgico
1825 - 1849
Il paramento è composto da: quattro pianete, due stole, tre manipoli, tre veli da calice e tre borse. Tessuto in damasco di cotone nero con disegno a maglie ovali definite da foglie d'acanto. Ogni maglia racchiude un medaglione vegetale che nasce da una coppia di sottili tralci vegetali. Fodera in tela di cotone nera. Gallone al telaio in taffetas avorio con croce raggiata che si alterna a spighe e grappolo d'uva
- OGGETTO paramento liturgico
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MATERIA E TECNICA
cotone/ tessuto/ opera/ tela
seta/ liseré
seta/ taffetas
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MISURE
Altezza: 103
Larghezza: 69
- AMBITO CULTURALE Manifattura Italiana
- LOCALIZZAZIONE Torino (TO)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE I quattro paramenti di origine sono incompleti. Il damasco con cui è realizzato presenta un motivo di orgine seicentesca, ma che viene riprodotto per paramenti liturgici nel secolo XIX e l'inizio del XX. L'esemplare in esame denuncia una produzione corrente, per filati e lavorazione, ed è simile, anche nel disegno, a quello descritto in Orsi Landini. Tale paramento si ipotizza di produzione viennese per la stretta somiglianza del disegno a quello fornito nel 1837 dalla manifattura viennese Anton Fries und Zepperauer alla corte di Monaco.La Confraternita della SS. Trinità fu fondata nel 1577 nella chiesa di S. Pietro del Gallo, trasferita nel 1598 presso la chiesa di S. Agnese. In questi anni la moglie del pittore Carracha aveva donato alla chiesa di S. Pietro la tavola della Madonna del Popolo, poi rivendicata dalla parrocchia di S. Pietro e dalla Confraternita della SS. Trinità, e ora conservata presso l'altare sinistro della chiesa. In questa stessa epoca la Confraternita bandì un concorso per la costruzione della chiesa, ma non essendo rimasta soddisfatta dell'esito attribuì l'incarico ad Ascanio Vitozzi, già iscritto alla Confraternita e successivamente sepolto nella chiesa. Nel 1606 la chiesa fu aperta al culto, anche se mancante ancora della cupola. Nel 1627 furono immessi i Teatini, secondo il desiderio del Card. Maurizio, priore della compagnia, e tre anni dopo furono costretti ad andarsene. Nel 1635 si iniziò la sistemazione dell'altare della Madonna del Popolo, finanziata dal confratello Silvestro Monteoliveto, sepolto nella chiesa, che incaricò dei lavori Carlo Castellamonte. L'anno precedente la cappella antistante, dedicata ai SS. Stefano e Agnese, era stata concessa all'astigiano Marcantonio Gambetta. La cupola fu compiuta soltanto nel 1664. Nel 1699 fu iniziato l'altare maggiore, eseguito dal luganese Francesco Aprile sul modello di Giovanni Valle. Nel 1707 fu eseguito il pavimento, su disegno dell'ingegner Bertola, sostituito poi tra il 1848 e il 1850. Entro i primi due decenni del XVIII secolo venne eseguita la decorazione a stucco del coro, destinata a fungere da cornice ad una galleria di dipinti, con l'ovato della Trinità di Daniel Seiter e due sculture di Carlo Antonio Tantardini. (segue in OSS)
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà Ente religioso cattolico
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0100142238
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Torino
- ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0