paramento liturgico, insieme - manifattura italiana (prima metà sec. XIX)
Il paramento è composto da: due pianete, tre stole, tre manipoli, due veli da calice e tre borse. Il paramento è composto da due tessuti. Il primo, in damasco di seta verde, compone interamente una pianeta, le fasce laterali dell'altra pianeta, la stola, il manipolo e la borsa. L'altro tessuto, in damasco di seta verde smeraldo, compone la parte centrale di una pianeta e il velo di calice. Il primo tessuto ha una decorazione definita da maglie ovali con racemi con fiori, spighe di grano, grappoli d'uva e foglie d'acanmto. Entro le maglie vi è un vaso ad anfora con un mazzo di fiori. Il secondo tessuto ha una decorazione definita da una maglia circolare con motivi floreali stlizzati che racchiude un medaglione vegetale da cui si dipartono piccoli fiori. Gallone al telaio in tela di lino bianco con fili d'argento. Fodera in diagonale di cotone blu. Una pianeta ha il collare di pizzo di cotone bianco. Le stole hanno tre croci al centro e alle estremità
- OGGETTO paramento liturgico
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MATERIA E TECNICA
cotone/ diagonale
filo d'argento/ lavorazione a telaio
filo di lino/ lavorazione a telaio
seta/ damasco
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MISURE
Altezza: 99.5
Larghezza: 72.5
- AMBITO CULTURALE Manifattura Italiana
- LOCALIZZAZIONE Torino (TO)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE Tessuto ideato per uso liturgico. Il modulo decorativo di origine settecentesca, con l'anfora neoclassica entro una maglia ovale, si rinnova con l'introduzione di elementi decorativi a simbologia eucaristica. Per un confronto stilistico-cronologico si vedano le schede SBAS TO 0100140356-7, Asti, chiesa dei Santi Evaristo e Trinita, A.M. Colombo, 1990.La Confraternita della SS. Trinità fu fondata nel 1577 nella chiesa di S. Pietro del Gallo, trasferita nel 1598 presso la chiesa di S. Agnese. In questi anni la moglie del pittore Carracha aveva donato alla chiesa di S. Pietro la tavola della Madonna del Popolo, poi rivendicata dalla parrocchia di S. Pietro e dalla Confraternita della SS. Trinità, e ora conservata presso l'altare sinistro della chiesa. In questa stessa epoca la Confraternita bandì un concorso per la costruzione della chiesa, ma non essendo rimasta soddisfatta dell'esito attribuì l'incarico ad Ascanio Vitozzi, già iscritto alla Confraternita e successivamente sepolto nella chiesa. Nel 1606 la chiesa fu aperta al culto, anche se mancante ancora della cupola. Nel 1627 furono immessi i Teatini, secondo il desiderio del Card. Maurizio, priore della compagnia, e tre anni dopo furono costretti ad andarsene. Nel 1635 si iniziò la sistemazione dell'altare della Madonna del Popolo, finanziata dal confratello Silvestro Monteoliveto, sepolto nella chiesa, che incaricò dei lavori Carlo Castellamonte. L'anno precedente la cappella antistante, dedicata ai SS. Stefano e Agnese, era stata concessa all'astigiano Marcantonio Gambetta. La cupola fu compiuta soltanto nel 1664. Nel 1699 fu iniziato l'altare maggiore, eseguito dal luganese Francesco Aprile sul modello di Giovanni Valle. Nel 1707 fu eseguito il pavimento, su disegno dell'ingegner Bertola, sostituito poi tra il 1848 e il 1850. Entro i primi due decenni del XVIII secolo venne eseguita la decorazione a stucco del coro, destinata a fungere da cornice ad una galleria di dipinti, con l'ovato della Trinità di Daniel Seiter e due sculture di Carlo Antonio Tantardini. (segue in OSS)
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà Ente religioso cattolico
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0100142237
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Torino
- ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0