pianeta, serie - manifattura italiana (seconda metà sec. XIX)

pianeta 1850 - 1899

Una pianeta è composta interamente dal tessuto viola porpora, con decorazione a scacchetti, è tagliata a metà altezza sul davanti ed ha un'etichetta in stoffa bianca con il ricamo rosso sul bordo frontale con il numero "quattro". L'altra pianeta è composta da due fasce laterali di tessuto viola porpora (con decorazione con scacchetti) e una fascia centrale di tessuto lilla (con decorazione a maglie ovali a doppia punta). Ha un colletto applicato recente. La terza pianeta ha due inserti laterali viola porpora e l'inserto centrale viola scuro recente; evidentemente la pianeta è stata recuperata nel Novecento

  • OGGETTO pianeta
  • MATERIA E TECNICA cotone/ damasco
    lino/ tela
    seta/ damasco
  • MISURE Altezza: 100.5
    Larghezza: 71.5
  • AMBITO CULTURALE Manifattura Italiana
  • LOCALIZZAZIONE Torino (TO)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE La ripresa del motivo a maglia ovale a doppia punta, di lontana origine cinquecentesca, ma in uso per tutto il secolo XVII, e l'uso del damasco sono elementi che caratterizzano la produzione tessile in occasione di revivals storici ottocenteschi, dove si nota anche una stilizzazione delle forme. Per il tessuto viola porpora con decorazione a scacchetti si veda la scheda SBASTO 38490 del museo religioso di Oleggio (Fiori F., 1981).La Confraternita della SS. Trinità fu fondata nel 1577 nella chiesa di S. Pietro del Gallo, trasferita nel 1598 presso la chiesa di S. Agnese. In questi anni la moglie del pittore Carracha aveva donato alla chiesa di S. Pietro la tavola della Madonna del Popolo, poi rivendicata dalla parrocchia di S. Pietro e dalla Confraternita della SS. Trinità, e ora conservata presso l'altare sinistro della chiesa. In questa stessa epoca la Confraternita bandì un concorso per la costruzione della chiesa, ma non essendo rimasta soddisfatta dell'esito attribuì l'incarico ad Ascanio Vitozzi, già iscritto alla Confraternita e successivamente sepolto nella chiesa. Nel 1606 la chiesa fu aperta al culto, anche se mancante ancora della cupola. Nel 1627 furono immessi i Teatini, secondo il desiderio del Card. Maurizio, priore della compagnia, e tre anni dopo furono costretti ad andarsene. Nel 1635 si iniziò la sistemazione dell'altare della Madonna del Popolo, finanziata dal confratello Silvestro Monteoliveto, sepolto nella chiesa, che incaricò dei lavori Carlo Castellamonte. L'anno precedente la cappella antistante, dedicata ai SS. Stefano e Agnese, era stata concessa all'astigiano Marcantonio Gambetta. La cupola fu compiuta soltanto nel 1664. Nel 1699 fu iniziato l'altare maggiore, eseguito dal luganese Francesco Aprile sul modello di Giovanni Valle. Nel 1707 fu eseguito il pavimento, su disegno dell'ingegner Bertola, sostituito poi tra il 1848 e il 1850. Entro i primi due decenni del XVIII secolo venne eseguita la decorazione a stucco del coro, destinata a fungere da cornice ad una galleria di dipinti, con l'ovato della Trinità di Daniel Seiter e due sculture di Carlo Antonio Tantardini. (segue in OSS)
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Ente religioso cattolico
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0100142236-1
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Torino
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte
  • DATA DI COMPILAZIONE 1996
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 2007
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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