paramento liturgico, insieme - manifattura italiana (secondo quarto, ultimo quarto sec. XVIII, sec. XIX)

paramento liturgico 1725 - 1749

Il paramento si compone di: due pianete, due stole, tre manipoli, due veli da calice, una borsa di corporale. Tessuto: lampasso liserè broccato: su fondo raso con un ordito e due trame di fondo, il disegno risulta delineato da slegature di una delle due trame del fondo e di numerose trame supplementari broccate. L'altra trama del fondo compare per larghi tratti legata in taffetas da un ordito di legatura. Gallone al telaio in tela di cotone bianco e filo metallico lanciato. Fodera in tela di cotone. Un paramento ha la fodera azzurra, l'altro rossa. Serti argentei si snodano in verticale creando cornici ogivali entro cui spicca un mazzo con garofano, rose e tulipani ed ai cui punti di tangenza vi è un crisantemo. Ai lati si svolgono nastri trinati cosparsi di fiori disposti in modo da formare specchiature romboidali ed a fiocco. La pianeta ha un colletto di pizzo bianco ottocentesco. E' composta da tre fasce verticali di tessuto giuntatesenza tenere conto della continuità del disegno

  • OGGETTO paramento liturgico
  • MATERIA E TECNICA seta/ tessuto/ liseré
    cotone/ tela
    filo di cotone/ lavorazione a telaio
    filo metallico
    seta/ broccata
    seta/ lampasso
  • MISURE Altezza: 107
    Larghezza: 70
  • AMBITO CULTURALE Manifattura Italiana
  • LOCALIZZAZIONE Torino (TO)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Il tessuto ha un disegno identico a quello descritto nella scheda n. 88 del paliotto nella mostra "La collezione Cini", 1991, dove si precisa che la struttura compositiva ad impianto centralizzato e il decoro trinato fanno rientrare l'esemplare nella tipologia dei dentellés, anche se i numerosi riferimenti naturalistici ne spostano la datazione al secondo quarto del sec. XVIII. L'autrice, inoltre, ipotizza una produzione veneziana del tessuto per l'impiego di un decoro già passato di moda (che esclude quindi un'attribuzione a manifatture lionesi), per l'elevata altezza della pezza e per la notevole qualità tecnica e di materiali. Il paramento incompleto è il risultato di un rimaneggiamento di fine Ottocento, epoca in cui siono databili il Gallone e la fodera. Un velo ha la fodera, ottocentesca, di taffetas marezzato azzurro, l'altro in diagonale di cotone rosso (sempre di fine Ottocento).La Confraternita della SS. Trinità fu fondata nel 1577 nella chiesa di S. Pietro del Gallo, trasferita nel 1598 presso la chiesa di S. Agnese. In questi anni la moglie del pittore Carracha aveva donato alla chiesa di S. Pietro la tavola della Madonna del Popolo, poi rivendicata dalla parrocchia di S. Pietro e dalla Confraternita della SS. Trinità, e ora conservata presso l'altare sinistro della chiesa. In questa stessa epoca la Confraternita bandì un concorso per la costruzione della chiesa, ma non essendo rimasta soddisfatta dell'esito attribuì l'incarico ad Ascanio Vitozzi, già iscritto alla Confraternita e successivamente sepolto nella chiesa. Nel 1606 la chiesa fu aperta al culto, anche se mancante ancora della cupola. Nel 1627 furono immessi i Teatini, secondo il desiderio del Card. Maurizio, priore della compagnia, e tre anni dopo furono costretti ad andarsene. Nel 1635 si iniziò la sistemazione dell'altare della Madonna del Popolo, finanziata dal confratello Silvestro Monteoliveto, sepolto nella chiesa, che incaricò dei lavori Carlo Castellamonte. L'anno precedente la cappella antistante, dedicata ai SS. Stefano e Agnese, era stata concessa all'astigiano Marcantonio Gambetta. La cupola fu compiuta soltanto nel 1664. Nel 1699 fu iniziato l'altare maggiore, eseguito dal luganese Francesco Aprile sul modello di Giovanni Valle. Nel 1707 fu eseguito il pavimento, su disegno dell'ingegner Bertola, sostituito poi tra il 1848 e il 1850. Entro i primi due decenni del XVIII secolo venne eseguita la decorazione a stucco del coro, destinata a fungere da cornice ad una galleria di dipinti, con l'ovato della Trinità di Daniel Seiter e due sculture di Carlo Antonio Tantardini. (segue in OSS)
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Ente religioso cattolico
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0100142228
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Torino
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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