lapide commemorativa, opera isolata - bottega piemontese (primo quarto sec. XIX)
lapide commemorativa
1815 - 1815
Lapide rettangolare. Settima riga dal fondo: "CUM" corretto su "COM" e "ADMODUM" corretto su "ADMODIU". (segue STMD): (fasciato d'argento e d'azzurro, di dieci pezzi, al leone di rosso armato, linguato e coronato), Genova nel terzo (d'argento alla croce di rosso) e Piemonte nel quarto (di rosso alla croce d'argento, spezzata con lambello d'azzurro), e su tutto lo scudo dell'aquila carica della croce. Lo scudo, appioggiato su due leoni, è coronato e circondato dalla collana dell'ordine supremo e dalla gran croce mauriziana
- OGGETTO lapide commemorativa
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MATERIA E TECNICA
marmo bianco/ incisione/ pittura
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MISURE
Altezza: 135.5
Larghezza: 71
- AMBITO CULTURALE Bottega Piemontese
- LOCALIZZAZIONE Torino (TO)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE L'impostazione della parete frontale del vestibolo d'ingresso come si presenta oggi non è originale e deve aver subito diverse ristrutturazioni nel tempo. A sinistra e a destra della porta d'ingresso ci sono due alti riquadri rettangolari con cornice in pietra con le lapidi all'interno. La lapide fu fatta porre in occasione della visita di Pio VII alla chiesa.La Confraternita della SS. Trinità fu fondata nel 1577 nella chiesa di S. Pietro del Gallo, trasferita nel 1598 presso la chiesa di S. Agnese. In questi anni la moglie del pittore Carracha aveva donato alla chiesa di S. Pietro la tavola della Madonna del Popolo, poi rivendicata dalla parrocchia di S. Pietro e dalla Confraternita della SS. Trinità, e ora conservata presso l'altare sinistro della chiesa. In questa stessa epoca la Confraternita bandì un concorso per la costruzione della chiesa, ma non essendo rimasta soddisfatta dell'esito attribuì l'incarico ad Ascanio Vitozzi, già iscritto alla Confraternita e successivamente sepolto nella chiesa. Nel 1606 la chiesa fu aperta al culto, anche se mancante ancora della cupola. Nel 1627 furono immessi i Teatini, secondo il desiderio del Card. Maurizio, priore della compagnia, e tre anni dopo furono costretti ad andarsene. Nel 1635 si iniziò la sistemazione dell'altare della Madonna del Popolo, finanziata dal confratello Silvestro Monteoliveto, sepolto nella chiesa, che incaricò dei lavori Carlo Castellamonte. L'anno precedente la cappella antistante, dedicata ai SS. Stefano e Agnese, era stata concessa all'astigiano Marcantonio Gambetta. La cupola fu compiuta soltanto nel 1664. Nel 1699 fu iniziato l'altare maggiore, eseguito dal luganese Francesco Aprile sul modello di Giovanni Valle. Nel 1707 fu eseguito il pavimento, su disegno dell'ingegner Bertola, sostituito poi tra il 1848 e il 1850. Entro i primi due decenni del XVIII secolo venne eseguita la decorazione a stucco del coro, destinata a fungere da cornice ad una galleria di dipinti, con l'ovato della Trinità di Daniel Seiter e due sculture di Carlo Antonio Tantardini. (segue in OSS)
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà Ente religioso cattolico
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0100142097
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Torino
- ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte
- ISCRIZIONI PIUS VII CLARAMONTIUS/ PONT MAX/ EXILIO PROFANO INVICTUS/ EXTERNIS ARMIS APOST SEDEM/ DENUO TURBANTIBUS/ GENUAE PRIMUM RECEPTUS/ PACE ITALICA DEIN IMMINENTE/ PUVLICA PROXIMA SPERATA/ ROMAM REDIENS/ VICTORIUM EMMANUELEM/ REGALEM HOSPITEM/ TAURINI VISITANS/ SS TRIADIS SOLEMNI DIE/ SACRAM SINDONEM/ POPULO ADORANDAM PRAEBEBAT/ HOC TEMPLUM ADIBAT/ A S MDCCCXV/ SODALES TRINITARII UNA CUM ADMODUM/ REV DOM AUGUSTINO RECROSIO RECTORE/ CAROLO BUSCALLIONE PRIORE/ IOSEPHO BIANCHI ET BARTOLOMMEO/ BERNARDI SYNDICIS/ TANTI HONORIS MEMORES/ P P - lettere capitali -
- STEMMI in alto a sinistra - papale - Stemma - stemma papale di Pio VII - scudo ovale sormontato dalla tiara con stelle e sbarra con tre teste di moro
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0