ANGELI SORREGGENTI UN'URNA

reliquiario a ostensorio, post 1825 - ante 1849

Piede poggiante su sostegni a dado ornati da greca e raccordati con elemento a voluta. Esso è formato da struttura a parallelepipedo, imitante un'ara, ornata, nella parte inferiore, da fascia con motivo a foglie e nella parte superiore da fascia con ovuli. Sulla fronte medaglione centrale circolare con corona formata da due rami di alloro uniti da nastro. Dalla sommità di esso, ornato da nastro, si dipartono due festoni simmetrici di foglie di alloro. Fusto formato da due figure angeliche adulte, con capelli ricciuti, seminude, con manto svolazzante, che poggiano con la punta di un piede su un rocco di colonna scanellata; l'altra gamba è sollevata. Le braccia sono sollevate a reggere la teca. Essa presenta forma a tempietto con basamento, lesene lisce laterali, fregio con testine angeliche centrali, copertura a semicatino con con corona di spine e monogramma di Cristo apicali; fondo della teca interamente dorato; presenza del filo rosso per autentica

  • OGGETTO reliquiario a ostensorio
  • MATERIA E TECNICA ceralacca
    filo di cotone
    ottone/ fusione
    argento/ fusione
    ottone/ doratura
    argento/ cesellatura
    seta/ damasco
  • MISURE Profondità: 7.5 cm
    Altezza: 27.5 cm
    Larghezza: 10.5 cm
  • AMBITO CULTURALE Bottega Torinese
  • LOCALIZZAZIONE Palazzo Reale
  • INDIRIZZO Piazzetta Reale 1, Torino (TO)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE [continuazione DESO] La lamina sbalzata è fissata a mezzo di viti a forma di fiore. Ornata, sul retro, da ricca raggera. Il reliquiario poggia su base a sezione rettangolare ornata da greca. Sul retro, interamente dorata, impugnatura ad ansa ornata da motivo a greche fissata con una vite metallica. Il reliquiario è conservato entro una custodia in damasco di seta rosso bordeaux, faccia raso, con cordino di stoffa per chiuderlo nella parte inferiore. Dalle indicazioni presenti nell'inventario delle suppellettili sacre della SS. Sindone appartenenti al patrimonio di S.M., l'esemplare risulta pervenuto presso la Sacrestia della cappella della SS. Sindone con bolletta di carico n. 2, non datata. Lo stesso reliquiario, tuttavia, è registrato in una Bolletta di Carico relativa alla Cappella della SS. Sindone, datata al 24 dicembre 1881, con provenienza dall'Ufficio degli Argenti, presso il quale giaceva in deposito senza indicazione circa una precedente collocazione. Da un documento databile alla metà dell'Ottocento risulta che varie reliquie già di proprietà delle regine Maria Teresa Asburgo Lorena (Vienna, 1801-Torino, 1855) e Maria Adelaide Asburgo-Lorena (Milano,1822-Torino, 1855) si trovavano in deposito presso tale sede e, data la presenza nella teca di una reliquia di S. Teresa d'Avila (Avila, 1515-Alba de Tormes, 1582), Dottore della Chiesa, riformatrice dell'Ordine carmelitano e fondatrice delle Carmelitane Scalze (cfr. V. di S. Maria-P. Cannata, voce, Teresa di Gesù, in Bibliotheca Sanctorum, Roma, 1969, vol. XII, pp. 395-419), è possibile trovare una, seppur labile, conferma all'ipotesi che si tratti di un dono destinato alla sovrana con il medesimo nome. Purtroppo, i punzoni non appaiono chiaramente leggibili, ma la presenza di una testa di toro, seppur debolmente impressa, corrispondente al punzone distintivo, per il valore del II titolo dell'argento, della Zecca di Torino, dal 1824 all'unità d'Italia, permette di determinare una datazione al secondo quarto del XIX secolo ed attestare la produzione in ambito torinese, cfr. A. Bargoni, Mastri orafi e argentieri in Piemonte dal XVII al XIX secolo, Torino, 1976, pp. 15-18, tav. XII. Durante il regno di Carlo Felice (Torino,1765-1831), infatti, venne emanato un nuovo regolamento, basato sul sistema metrico decimale, che abolì il ruolo dell'assaggiatore, introducendo l'uso, oltre che del punzone attestante la qualità della lega, anche di quello distintivo dell'Ufficio del Marchio, fatto che permette di affermare che l'opera sia stata prodotta da un argentiere torinese. Nessun riferimento specifico è stato rintracciato circa l'argentiere, il cui punzone non è stato riscontrato nei repertori noti. Tale datazione appare confermata ad un'analisi stilistica dell'opera che presenta, sia nel basamento con ornato alla greca, sia nel fusto con medaglione centrale e ghirlande di fiori disposte simmetricamente, nonché nella teca a forma di tempietto, elementi di chiara matriche accademica e classicista, largamente apprezzati ancora per tutto il secondo quarto dell'Ottocento. Si veda, per un confronto che attesti la diffusione a livello internazionale di tali modelli, un reliquiario conservato a Cesena che presenta soluzioni molto vicine, pur nella diversa tipologia degli angeli con l'esemplare in esame, per il basamento e il fusto, cfr. F. Faranda, Argentieri e argenteria sacra in Romagna dal Medioevo al XVIII secolo, Rimini, 1990, pp. 238-239, n. 211. La particolare qualità del modellato delle slanciate figure degli angeli presenta analogie con esemplari scultorei e con certi disegni, frutto dello studio sull'antico, disegnati da Pelagio Palagi (Bologna, 1775-Torino, 1860) per la progettazione di arredi quali quelli utilizzati come cariatidi per tavoli, specchiere, candelabri, cfr. L. Bandera Gregori, Palagi ornatista e arredatore, in Pelagio Palagi artista e collezionista, catalogo della mostra (Bologna, Museo Civico, aprile-settembre 1976), Bologna, 1976, pp. 177-187; E. Colle, Pelagio Palagi e gli artigiani al servizio della corte sabauda, in "Arte a Bologna. Bollettino dei Musei Civici d'Arte Antica", 1999, n. 5, pp. 59-109
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Stato
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0100087951
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Musei Reali - Palazzo Reale
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte
  • DATA DI COMPILAZIONE 1993
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 2005
    2016
  • ISCRIZIONI base/ faccia inferiore/ su etichetta rett. adesiva - 1986 - corsivo - a penna/ nero - latino

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