ritratto della marchesa d'Urfè
Ritratto a mezza figura della Marchesa d'Urfè, su fondo grigio-verde. Ella posa con il busto volto frontalmente ed il viso in leggera torsione rivolto a sinistra. Una leggera veste bianca con bordi ricamati è quasi interamente coperta da un abito blu, impreziosito lungo lo scollo a punta da una preziosa passamaneria ornata di pietre preziose che si prolunga centralmente fino a metà busto, arricchita da una spilla ottagonale contornata da otto grandi perle. Una spilla simile a quella del corpetto ferma il risvolto delle maniche all'altezza del gomito, lasciano intravedere una porzione ricamata della veste sottostante. Un manto blu scivola dietro la figura all'altezza del braccio di sinistra. La marchesa è ritratta con un'acconciatura a boccoli più corti sulle tempie ma lunghi e sciolti sulla nuca, da dove un lungo boccolo ricade sulla spalla di destra
- OGGETTO dipinto
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MATERIA E TECNICA
tela/ pittura a olio
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MISURE
Altezza: 71
Larghezza: 55
- AMBITO CULTURALE Ambito Francese
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ALTRE ATTRIBUZIONI
VOET JACOB FERDINAND
- LOCALIZZAZIONE Caravino (TO)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE Prima dell'intervento di restauro si registravano cospicue cadute di colore e crattature sulla tela. Al momento della schedatura del 1993 il cartellino cartaceo indicante il soggetto di questo dipinto era invertito con quello del ritratto della Marchesa Dangeau, custodito nella stessa stanza. Gli inventari del secolo XVII attestano l'incremento degli arredi e dei quadri del castello, ai quali si aggiungono quelli "mandati da Torino sotto li 26 Agosto 1682", in particolare i ritratti in grande di Sua Altezza Reale, di Madama Reale e della Principessa Ludovica. Carlo Francesco I fu un personaggio di primo piano alla corte sabauda, grazie al rapporto di privilegio che lo lega a Maria Giovanna Battista di Savoia Nemours. Al riguardo si veda E. Ballaira - S. Ghisotti, 'Il Castello di Masino negli inventari storici', in "Bollettino della Società Piemontese di Archeologia e Belle Arti", Torino 1994, pp. 112, 114-115. Il ritratto in esame è da confrontare con i ritratti del pittore fiammingo Jacob Ferdinand Voet (1639-1700 ca.), documentato in Piemonte all'inizio dell'ottavo decennio del secolo XVIII. In proposito si veda M. di Macco - G. Romano (a cura di), 'Diana trionfatrice. Arte di corte nel Piemonte del Seicento', Torino 1989, pp. 40-42; M. di Macco, 'Il Seicento' in 'Il Castello di Masino, Milano 1989, p. 77; P. San Martino in 'La pittura italiana. Il Seicento', Milano 1989, p. 920. "Quattordici quadri ovati con ritrati di Dame, con cornici intagliate e dorate" sono segnalati nel 1716 nella Camera del Conte di Masino, attuale Salotto Rosso. Nell'inventario del 1736, stilato da Emilia Doria di Dolceacqua, i quattordici ritratti di dame sono detti "di Ferdinando" (Voet?). Nell'inventario del 1849 i quattordici ritratti ovali figurano nella camera detta proprio "delle belle di Luigi Decimo quarto", odierna stanza verde dell'appartamento del Conte. Analoghe gallerie di 'Belle Donne' si trovano conservate al primo piano del Castello di Masino, nel Salone dei Savoia, e presso una dimora privata di Campiglione Fenile
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà privata
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0100047904
- NUMERO D'INVENTARIO SBAS TO 833
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Torino
- ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte
- ISCRIZIONI su cartellino appoggiato alla cornice - Marquise d'Urfé/ R [...] a di Savoia-Lascaris-Ventimiglia - corsivo -
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0