presentazione di Maria Vergine al tempio
dipinto
ca 1690 - ca 1710
Stesura povera, tirata; composizione semplice, anche se affollata; personaggi distribuiti per gruppi, la luce concentrata sul sacerdote e su Maria bambina, riflessa sulla veste di sant'Anna, il braccio e la gamba del giovane con il cero e sui puttini che reggono l'ovale con il monogramma mariano A M. In ombra il resto, da cui affiorano teste di astanti, angeli musicanti, oggetti e, lontano, l'Eterno. A destra, una tenda con frange dorate raccolta in alto ricade sul bordo
- OGGETTO dipinto
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MATERIA E TECNICA
tela/ pittura a olio
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MISURE
Altezza: 145
Larghezza: 103.4
- AMBITO CULTURALE Ambito Piemontese
- LOCALIZZAZIONE Torino (TO)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE In mancanza di documentazione specifica sui passaggi di proprietà della maggior parte degli arredi già della Confraternita della SS. Annunziata, delle Università di mestiere e delle Compagnie presenti nella Chiesa, si preferisce mantenere, definendo la condizione giuridica, l'espressione 'pertinenza edificio monumentale'. Questo dipinto non figura in alcun documento o inventario fra quelli esaminati, nè è citato in alcuna fonte o guida relativa all'Annunziata. Tuttavia sembra uno dei più antichi, se non il più antico in assoluto fra quanti abbiamo ritrovato. Il soggetto, una storia di Maria, si adatterebbe bene alla cappella di Sant'Anna, per la quale le guide di Torino, dal Bartoli in poi, fino alla metà dell'800, citano sempre soltanto il quadro con sant'Anna che insegna a leggere a Maria bambina (dipinto che invece non abbiamo trovato), attribuendolo al pittore Zamora, che pensiamo sia da identificare con il Pietro Agostino di questo cognome, documentato a Torino nel 1705 e appartenente ad una famiglia di pittori biellesi. Le Notizie storiche sulla Confraternita (Notizie storiche sulla Veneranda Confraternita della SS. Annunziata, Torino, Bona, 1861, p.21), confuse e imprecise, peraltro, e quindi non molto utili, citano nella cappella di San Gioacchino "due quadri laterali, che prima erano nella cappella di S. Anna, raffiguranti alcuni tratti della vita di M. V.", attribuendoli al Mari, con evidente equivoco con le opere della cappella dedicata all'Assunta. Nel 1982 annotavamo che l'indicazione preziosa della presenza di due quadri laterali nella cappella già di Sant'Anna, retta dal 1702 al 1867 dall'Università dei Falegnami di Grosseria e poi ceduta alla parrocchia, avrebbe potuto avvalorare l'ipotesi che la Presentazione di Maria al Tempio qui schedata fosse in origine in quella sede. Constatavamo però che il curato Trucchi, descrivendo i restauri fatti fare nella suddetta cappella nel 1879, non cita alcun quadro (Inventario delle spese intorno agli arredi s. mobili, lingerie, ecc. dal 1835 al /1891/) e lasciavamo la questione in sospeso. Negli anni successivi riconoscevamo i due quadri con "alcuni tratti della vita di M. V." già nella cappella di San Gioacchino in due dipinti ottangolari conservati allora nell'alloggio del parroco al primo piano della Casa Parrocchiale, raffiguranti la Nascita della Madonna e san Gioacchino e sant'Anna, dipinti, rispettivamente, dai pittori Rocco Comaneddi e Giovanni Comandù prima del 1793 (cfr. schede 01/00033665 e 01/00033664 e U. Gulmini, Scultori e maestri del legno nel cantiere della chiesa della SS. Annunziata in Torino: 1745-1792, in Studi Piemontesi, marzo 1993, XXII, fasc. 1, nota n. 60, p. 117). L'originaria collocazione nella chiesa dell'Annunziata del dipinto in oggetto resta quindi ancora sconosciuta. Di stesura sottile, impoverita dalle screpolature e dai tagli nella tela, e alquanto annerita, tuttavia la pittura rivela finezze interessanti nei particolari degli arredi metallici, nella frangia della tenda, nel cero acceso, nei gruppi di angeli in alto. Singolare l'accento direttamente gaudenziano della sant'Anna e degli angeli musicanti, mentre la maggior parte degli altri elementi, dai putti volanti agli arredi in metallo lavorato, al giovane con il cero a destra, indirizza verso i modi e il gusto moncalviano, in corrispondenza e analogia con le opere di Orsola Caccia: si vedano in particolare, per es. la Presentazione di Gesù al Tempio nella parrocchiale di San Bartolomeo a Trino, posteriore al 1648, e la Madonna col Bambino e San Salvatore d'Horta nella chiesa di Santa Maria di Castro, sempre a Trino, del secondo quarto del '600 (cfr. Inventario trinese, Trino 1980, pp. 161 e 203). Il dipinto è dunque testimonianza di una cultura non legata all'ambiente torinese e alla sedi più legate alla corte, ma gravitante, piuttosto, tra Casale e Vercelli.;;;;;;;
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà Ente religioso cattolico
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0100028802
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Torino
- ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte
- DATA DI COMPILAZIONE 1982
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DATA DI AGGIORNAMENTO
2001
2006
- ISCRIZIONI su scudo, in alto - A M (Ave Maria) - lettere capitali - a pennello - latino
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0