Spettacolo di Opera dei pupi Catanese

2010

Spettacolo di opera dei pupi dal titolo: "Il gran duello di Orlando e Agricane per amore di Angelica" – Marionettistica F.lli Napoli - Catania

  • OGGETTO spettacolo di opera dei pupi catanese
  • LOCALIZZAZIONE Palermo (PA)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Mentre su Angelica e Rinaldo incombono i destini incrociati decisi dalle fonti di Merlino (… e dalle burle del negromante Malagigi), Orlando, preso d’amore per la bellissima principessa del Catai, beve l’acqua dell’oblio nell’incanto della maga Dragontina. Intanto, l’imperatore Agricane di Tartaria, sdegnosamente rifiutato da Angelica, assedia la Rocca di Albracca per punire l’orgoglio della superba e capricciosa principessa. Ella, per spezzare l’assedio e salvare se stessa, decide allora di servirsi dell’invincibile e innamoratissimo Orlando e col suo anello fatato lo libera dall’incanto di Dragontina. Orlando attraversa con Angelica il campo di Agricane, seminandovi morte e distruzione e suscitando nell’imperatore tartaro curiosità, sdegno e ammirazione. Ne seguirà un memorabile duello a morte, che deve la sua origine letteraria ai canti XVIII e XIX del primo libro dell’Innamorato e che i pupari etnei trasformarono in una delle serate di chiamo più belle e importanti della Storia dei Paladini di Francia. Sulle scene catanesi, in un cavalleresco e spettacolare duello di tre giorni e tre notti, si confrontavano infatti l’amore puro e ingenuo di Orlando per Angelica e l’amore tramutato in odio del forte e magnanimo imperatore dei Tartari, sdegnosamente ricusato dalla principessa indiana. Lo spettacolo intende offrire al pubblico contemporaneo l’occasione di vedere come i parraturi, abilissimi interpreti e improvvisatori, caratterizzavano specificamente i personaggi cortesi inventati da Boiardo. Attorno alla capricciosa e calcolatrice Angelica si vedranno così il purissimo Orlando, lo scanzonato Rinaldo, l’indispettito e dispettoso Malagigi, il buffo re Galafrone, il fedele e gentile Sacripante, il traditore Truffaldino e soprattutto la fiera dignità di Agricane di Tartaria, al quale – non a caso – i pupari etnei mettevano una testa con le fattezze del Re Galantuomo Vittorio Emanuele II. In uno spettacolo che ripropone le duttili capacità interpretative dei pupari etnei non possono inoltre mancare gli artifici scenotecnici tipici dell’Opira (e raccogliamo qui le grandi lezioni di Sebastiano Zappalà e Natale Napoli) e la riflessione critica dell’uomo comune sui problemi dell’esistenza quotidiana, mediata come sempre dall’arguta comicità di Peppininu, la maschera dialettale dei pupi catanesi, fedelissimo compagno degli eroi paladini nelle loro avventure
  • TIPOLOGIA SCHEDA Modulo informativo
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà privata
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 19-ICCD_MODI_3157672119771
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Centro Regionale per l'Inventario e la Catalogazione
  • ENTE SCHEDATORE Associazione per la conservazione delle tradizioni popolari
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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