Uccisione del maiale alla Masseria San Nicola: lavorazioni delle carni e produzione di insaccati (bene semplice)
All’interno di un fondaco, uomini e donne lavorano le carni del maiale. Ne rimuovono gli eccessi di grasso e cartilagine e la tagliano in fette o in piccoli pezzi che pongono, poi, all’interno di ciotole in plastica poste sul tavolo. Nel frattempo, una donna arrostisce alcune fette di carne sulla brace di un camino presente nella stanza. Quindi, dopo che una donna ha assemblato un tritacarne elettrico, un uomo inizia a macinare i diversi tagli di carne. Intanto, un’altra donna rovescia la carne macinata su di una grande tavola in legno, la insaporisce con sale, pepe, peperone dolce essiccato e macinato, semi di finocchietto selvatico. Dopo aver amalgamato il tutto, ripone il preparato all’interno di un catino in plastica. L’operazione viene ripetuta più volte. Talvolta, le carni vengono mescolate insieme alle spezie da due donne, che lavorano in maniera coordinata alle due estremità della tavola in legno. Successivamente, un uomo assembla un’insaccatrice manuale che viene poi riempita con la carne speziata. Si procede allora, alla realizzazione di diversi insaccati. Dopo aver posto un budello sull’imbuto dell’insaccatrice, una donna ne lega l’estremità con uno spago. Allora, mentre una seconda donna tiene fermo il budello in prossimità dell’imbuto dell’insaccatrice, un uomo, azionando la macchina, procede al riempimento del budello. Quindi, la prima donna lega nuovamente il budello, sia nel mezzo che nell’altra estremità e lo fora con uno spillone. L’operazione viene ripetuta più volte. Gli insaccati realizzati vengono poi posti su un tavolo, dove un uomo procede a ulteriori legature, mentre una donna taglia gli eccessi di spago. Infine, un uomo appende gli insaccati appena realizzati. Nel corso di tutte le lavorazioni, uomini e donne interagiscono vivacemente tra di loro
- OGGETTO Uccisione del maiale alla Masseria San Nicola: lavorazioni delle carni e produzione di insaccati
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CLASSIFICAZIONE
TECNICHE
- NOTIZIE STORICO CRITICHE L’uccisione del maiale e la lavorazione delle sue carni rappresentano un momento cruciale del calendario agreste e si collocano all’inizio dei mesi invernali. Generalmente la macellazione avviene tra novembre e febbraio ed è quindi connessa al periodo di Carnevale, caratterizzato dal consumo di carni grasse. L’inizio del Carnevale viene fissato per il 17 gennaio, giorno in cui si celebra Sant’Antonio abate. Questo santo è noto, infatti, per essere il protettore degli animali e nelle iconografie cristiane viene raffigurato proprio con un maialino ai suoi piedi. Il maiale gioca un ruolo fondamentale nell’alimentazione contadina tant’è che un proverbio lucano riportato da Vito Teti recita: “Casa re puorce casa ricca” (La casa con il maiale è una casa ricca) (BIBR: TETI, 1996, p. 293). Si rileva come l’attività sia svolta dall’intero gruppo famigliare, gruppo che comprende, quindi, un insieme piuttosto variegato di persone sia sul fronte dell’età che su quello dell’esperienza. Le persone più anziane presenti non sono direttamente coinvolte nell’attività lavorativa, piuttosto assistono ed eventualmente guidano il gruppo dei lavoratori. Tutti, però, interagiscono con commenti e battute, restituendo uno spaccato di socialità famigliare e lasciando emergere un clima intimo e rilassato. Il lavoro è organizzato secondo una netta differenza di genere. Agli uomini spetta l’uccisione del maiale, la raccolta del sangue in un catino, la raschiatura delle setole, la sospensione e lo squartamento, la rifinitura dei pezzi; alle donne la preparazione delle budella, la salatura, la lavorazione e la marinatura delle carni, del grasso, del sangue, degli scarti. Uomini e donne insieme provvedono ad insaccare le carni (BIBR: FAETA 2011). Il peso della carne da destinare ai singoli insaccati viene, così come la quantità di sale e spezie da utilizzare, viene valutata ad occhio. Se per la macinatura della carne ci si avvale di un tritacarne elettrico, le operazioni di marinatura vengono svolte a mano, senza l’ausilio di una particolare strumentazione: la carne viene sparsa su una grande tavola di legno e mescolata alle spezie/aromi scelti. L’insaccatura si avvale dell’ausilio di una semplice macchina che permette il riempimento dei budelli. Questi vengono successivamente legati, massaggiati e forati per permettere ai residui di aria di fuoriuscire. L’ultima fase del processo lavorativo è quella dell’asciugatura in una cantina (BIBR: COZZI-DOMENICO, 2000). Protagonisti dell’intero processo lavorativo sono il corpo e i gesti degli operatori, la cui competenza, esperienza e manualità sono l’esito di un processo di apprendimento avvenuto in un contesto tradizionale. Il sapere tecnico tradizionale, di solito, è un sapere implicito nel fare, cioè un sapere che “quasi esclusivamente nel fare è capace di esplicitarsi” (BIBR: ANGIONI 1989, p. 47), così come “nel fare e dal fare altrui si è appreso, senza o con pochissimo spazio per il discorso esplicito, per la riflessione formalizzata “(BIBR: ANGIONI 1989, p. 43). Si ha a che fare con un sapere operativo che è caratterizzato dall’assenza di “discorso tecnico, come momento separato, separabile, indipendente, preliminare o successivo all’operare” (BIBR: ANGIONI 1989, p. 46). Siamo, allora, di fronte a ciò che Angioni (1989) definisce “ragionamento tecnico, cioè un modo di agire, un mezzo di azione sulla natura: “non insegna qualcosa sulla natura ma, essendo un mezzo per agire sulla natura, è un insieme di concetti che si traducono in mezzi per agire, concetti operativi” (BIBR: ANGIONI 1989, p. 45). Infine, come rilevato da Faeta (2011), emerge anche una netta, seppur inesplicita, consapevolezza del tratto festivo delle operazioni svolte: “si allevano e uccidono maiali anche per aderire a una particolare, diffusa e atomizzata situazione festiva, che inaugura l’anno rituale e colma il vuoto politico lasciato dalla sparizione delle forme eclatanti del Carnevale, per intraprendere una sistematica attività di relazione e scambio, complementare e interrelata con quella che, tramite altri contesti festivi, in particolare in Quaresima, vengono create” (BIBR: FAETA 2011, p. 205)
- TIPOLOGIA SCHEDA Beni demoetnoantropologici immateriali
- LUOGO DI RILEVAMENTO Europa, ITALIA, Basilicata, MT, Ferrandina, Matera - Irsina, Ferrandina (MT) - Basilicata , ITALIA
- ALTRA OCCASIONE inverno
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AUTORE DELLA FOTOGRAFIA
Di Paolo, Emanuele
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1700221777
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio della Basilicata
- ENTE SCHEDATORE Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione
- DATA DI COMPILAZIONE 2024
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0