Costruzione di strumenti musicali effimeri di corteccia (bene semplice)

Il costruttore, seduto all’esterno della sua abitazione, costruisce due strumenti musicali effimeri di corteccia. Intorno a lui si trovano rami, cortecce, strumenti musicali finiti e in costruzione, attrezzi di lavoro. Dapprima realizza un oboe popolare #tromba#. Con la mano destra tiene un segmento di ramo del diametro di 5-6 cm ca appoggiato su una gamba, mentre con la mano sinistra pratica, mediante un coltello da innesto, un’incisione elicoidale sulla corteccia lungo tutto il segmento, terminando con un’incisione circolare. Partendo da una delle due estremità incise, solleva leggermente il lembo iniziale della striscia di corteccia così ottenuta e la srotola facendo ruotare il tronco con la mano destra e sollevando via via la corteccia dal legno sottostante mediante l’unghia del pollice della mano sinistra. Quindi avvolge su se stessa strettamente la striscia di corteccia ottenuta, in modo da formare un tubo conico, che tiene in forma tra le ginocchia. Incide, con un coltellino a serramanico #brìtola#, un rametto di frassino, lo appuntisce e ne inumidisce la punta in bocca, quindi lo inserisce in funzione di chiodo a fissare la sovrapposizione fra le spire della corteccia nel punto dell’estremità più larga del tubo conico, dopo avervi praticato un foro con un succhiello; taglia poi la parte eccedente del chiodo con un paio di cesoie per potatura. Prepara altri due chiodi #thìgoi# nello stesso modo e li inserisce il primo al centro del tubo e il secondo presso l’estremità più stretta. Prende un segmento di ramo di gelso, più corto e di diametro molto più piccolo; vi pratica un’incisione circolare a ca 2 cm dall’estremità; batte la parte tutto intorno utilizzando il lato piatto del manico del coltello #brìtola#; esercita un movimento di torsione lungo il ramo nel punto dell’incisione circolare producendo uno schiocco; sfila la parte battuta dal legno sottostante; la reinserisce al suo posto e ne affina l’estremità tutto intorno con il coltello da innesto, asportando lo strato più superficiale della corteccia; sfila nuovamente il tubicino di corteccia così lavorato, che diventa un’ancia doppia #ànema# mediante l’appiattimento della parte affinata. L’ancia di corteccia ora è infilata nell’estremità più stretta del tubo conico che costituisce l’imboccatura della #tromba#. Il costruttore prova lo strumento soffiando contro l’ancia, che tiene inserita completamente all’interno della cavità orale, ottenendo un suono unico su cui produce lievi variazioni. Successivamente realizza un fischietto #fis’ciòt#. Prende un altro segmento di ramo di piccolo diametro alla cui estremità è praticata un’ugnatura mediante l’escissione di una striscia di corteccia e di legno sottostante; poco oltre l’ugnatura incide sulla corteccia un occhiello e più oltre pratica sulla corteccia un’incisione circolare; bagna la parte lavorata con la saliva facendola ruotare tra le labbra e successivamente la batte facendola ruotare sulla gamba destra, utilizzando il lato piatto del manico del coltello e accompagnando l’operazione con la recitazione di una filastrocca. Facendo forza con le mani, esercita un movimento di torsione lungo il ramo nel punto dell’incisione circolare, quindi sfila il cilindro di corteccia così ottenuto; taglia il legno sottostante un po’ prima dell’ugnatura e inserisce il cilindretto così lavorato dentro il tubo cilindrico di corteccia fino a far ricombaciare i lembi dell’ugnatura, ricavando in tal modo l’imboccatura del fischietto. Prova lo strumento tenendo l’imboccatura completamente all’interno della cavità orale, soffiando e digitando l’estremità terminale del tubo con l’indice destro. Prova anche due varianti dello stesso modello, con l’estremità terminale tappata

  • OGGETTO Costruzione di strumenti musicali effimeri di corteccia
  • CLASSIFICAZIONE LETTERATURA ORALE FORMALIZZATA
    TECNICHE
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE La costruzione di strumenti musicali effimeri ricavati dalla corteccia di varie essenze arboree (castagno, fico, frassino, gelso, oleandro, pioppo, salice ecc.) è documentata per la gran parte del territorio italiano da un’ampia letteratura demologica e da una più specifica letteratura etno-organologica di ricerca. Si tratta sostanzialmente di aerofoni (flauti, fischietti, oboi, corni) che vengono prodotti da pastori e contadini nel periodo dell’anno in cui le piante sono in vegetazione (marzo-giugno). Possono anche essere strumenti-giocattolo realizzati dai o per i bambini. Flauti e fischietti funzionano grazie a dispositivi sonori a fessura interna e possono avere imboccature apicali o laterali. Vengono denominati localmente in molti diversi modi. Oboi e corni hanno un’imboccatura apicale circolare: negli oboi viene inserita un’ancia doppia, ricavata da un tubicino egualmente di corteccia; nei corni si applica direttamente l’ancia labiale. Le due tipologie, spesso chiamate nello stesso modo, prendono nomi locali differenziati, fra cui #tromba#, #borgna# (conchiglia): termini che rinviano alla funzione di segnalazione a distanza. Per tutti questi strumenti di corteccia le fasi preliminari della costruzione comprendono la scelta e la successiva escissione del ramo dalla pianta, l’incisione circolare della corteccia nei pressi di un’estremità; quindi si differenziano fra le varie tipologie. In tutti i tipi la corteccia viene estratta dal legno sottostante, mediante incisione, battitura, torsione. Generalmente non vi sono fori digitali lungo i tubi, conici o cilindrici: oboi e corni emettono un unico suono leggermente variabile; nei flauti la melodia si sviluppa per armonici mediante sovrainsufflazione e l’unica azione digitale è data dal dito indice che apre e chiude alternativamente il foro terminale per combinare le due serie armoniche così derivate e produrre in tal modo una melodia. Tutti questi strumenti hanno breve durata nel tempo, poiché la corteccia, seccando, perde elasticità e capacità di vibrare. Per alcune essenze è possibile restituire elasticità alla corteccia mettendola a bagno, ma generalmente si tratta di strumenti considerati effimeri che non vengono conservati dopo l’uso. Molte fonti segnalano l’uso di accompagnare il distacco della corteccia con la recitazione di formule che hanno la funzione simbolica di rendere efficace l’operazione (BIBR: PRATI 1925, BALMA 1979, PONS 1979)
  • TIPOLOGIA SCHEDA Beni demoetnoantropologici immateriali
  • LUOGO DI RILEVAMENTO Seren del Grappa (BL) - VENETO , ITALIA
  • ALTRA OCCASIONE esecuzione su richiesta
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1201351741
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione
  • ENTE SCHEDATORE Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione
  • DATA DI COMPILAZIONE 2021
  • DOCUMENTAZIONE ALLEGATA notizia da sito web (1)
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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