Santuario Diocesano dei Santi Cosma e Damiano

Ravello, XIII

Il Santuario dei Santi Cosma e Damiano presenta una peculiarità architettonica di rilievo: il nucleo originario dell'antico luogo di culto risulta incastonato e ricavato direttamente all'interno della roccia calcarea, configurandosi come una struttura rupestre integrata in una grotta naturale del costone montuoso. La primitiva cappella, una piccola aula rettangolare con copertura a botte e un minuscolo campanile innestato sulla parete rocciosa, è stata successivamente inglobata e fusa con il geologicamente retrostante edificio monumentale a pianta rettangolare. Questo ampliamento, avviato negli anni '50 e concluso nel 1970, permette oggi di osservare la roccia viva che penetra e dialoga direttamente con le forme architettoniche moderne della grande navata e del catino absidale. Sotto il profilo storico-culturale, nel 1949 veniva pubblicato il primo numero del bollettino “Voce del Santuario dei SS. Cosma e Damiano”, approvato dall’Arcivescovo Mons. Angelo Rossini. Fu proprio l’Arcivescovo amalfitano a benedire la nuova iniziativa promossa dal giovane Don Pantaleone Amato augurandosi che si pubblicasse spesso ed entrasse nelle famiglie, “portando la parola del Vangelo, della Chiesa e del Papa, luce alle intelligenze, fra tanta oscurità di errori, e forza alla volontà fra tanta debolezza a ben fare”. "Voce del Santuario" divenne allora uno strumento fondamentale non solo per la diffusione a livello popolare del magistero della Chiesa, ma soprattutto una delle fonti ufficiali delle iniziative che di lì a qualche decennio avrebbero rivoluzionato per sempre l’assetto urbanistico della contrada e della parrocchia. Questa iniziativa editoriale è stata raccolta da alcuni giovani e portata avanti con serietà fino al 2012. Attestato sin dal 1283, il complesso è centro di una secolare e profonda devozione taumaturgica testimoniata da una ricca collezione di ex voto. Tale fervore spirituale trova il suo culmine emotivo ed identitario nella festa principale del 26 settembre, solennità sentita con straordinaria partecipazione che vede la suggestiva processione dei venerati simulacri lignei snodarsi lungo i ripidi sentieri e le caratteristiche scalinate del paese. La Chiesa è stata eretta con il titolo di Santuario Diocesano dei Santi Cosma e Damiano in Ravello, conferito il 6 gennaio 2022 dall'arcivescovo Mons. Orazio Soricelli. Il Santuario conserva una ricca collezione di ex voto: già documentati nel 1694 e inventariati nel 1710 in 23 pezzi d'argento a forma di membra guarite

  • OGGETTO santuario diocesano
  • LOCALIZZAZIONE Ravello (SA) - Campania , ITALIA
  • INDIRIZZO Via S. Cosma, 5-1, Ravello (SA)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Le origini e i primi documenti (XII - XV secolo). - La fervente devozione di Ravello e dell'intera Costiera Amalfitana per i Santi Medici Cosma e Damiano affonda le sue radici in un'epoca antica, collocabile tra il XII e il XIII secolo. La prima evidenza documentaria assoluta risale al gennaio 1283, anno in cui la chiesa compare espressamente citata in un atto di compravendita: l'edificio risultava titolare di alcuni beni situati nella località extraurbana dei Pinnilli, un'area contraddistinta da oliveti e strutture rurali.La cura e l'amministrazione del luogo di culto erano affidate a un rettore. Negli ultimi decenni del XIV secolo la carica fu ricoperta da un tale Giovanni, responsabile anche della chiesa parrocchiale urbana di Santa Maria a Gradillo. Alla sua morte, avvenuta nel settembre 1397, Papa Bonifacio IX emanò una bolla papale ordinando all’Arcivescovo di Siponto e al vescovo di Tropea (il canonico salernitano Pavo de Grifis) di affidare il ministero al quindicenne chierico sipontino Antonello de Fusco, presumibilmente di origine ravellese. - In quello stesso periodo, il complesso subì gravi depredazioni e danneggiamenti a causa delle lotte intestine tra le città della Costiera. Tra i beni sottratti vi fu anche un calice d’argento, in seguito riacquistato nel 1402 da Leonardo Trifone e venduto dal rettore Paolo Carrano per finanziare l’acquisto di un oliveto in località Porta Domnica (come attestato anche da un atto del 17 maggio 1402 dell'Archivio Vescovile). Nel corso del Quattrocento e nei primi decenni del Cinquecento, la proprietà fondiaria si ampliò notevolmente attraverso l'acquisizione di terreni agricoli e abitazioni, trasformando progressivamente il sito da modesto avamposto rurale a centro devozionale di rilievo pan-costiero. - L'età moderna e le visite pastorali (XVI - XVIII secolo). - A partire dalla fine del Cinquecento, le notizie sulla vita materiale della chiesa si fanno più dettagliate grazie ai verbali delle Visite pastorali degli ordinari diocesani. Il 30 giugno 1588, il presule Emilio Scattaretica ispezionò il luogo sacro per verificare l'adempimento delle norme sulla tenuta dei libri e delle suppellettili liturgiche, disponendo lo spostamento del fonte battesimale all'interno dell'edificio. Nel 1610, per accogliere i fedeli che giungevano a ricevere i sacramenti e a lucrare l'indulgenza, il vescovo Francesco Benni ordinò al rettore l'installazione di un confessionale.Ulteriori dettagli emergono dalla visita canonica del 1643 del vescovo Bernardino Panicola, che registrò la presenza di una statua contenente una reliquia di San Cosma. Per motivi di sicurezza, l'effigie era custodita nella casa di una donna residente nei pressi della chiesa; il vescovo ne ordinò il trasferimento definitivo presso il monastero benedettino della Santissima Trinità, consentendone l'uscita solo in occasione della festa. La crescita del culto è testimoniata, tra la fine del XVII e l'inizio del XVIII secolo, dai verbali dei vescovi Luigi Capuano (1696) e Giuseppe Maria Perrimezzi (1710), i quali documentarono la presenza di ben ventitré ex-voto in argento donati dai fedeli per grazie ricevute («ex votis fidelium ex devotione pro gratiis ab ipsis receptis»). Monsignor Perrimezzi dispose inoltre il trasferimento alla chiesa di una campana con l'immagine del santo — fino ad allora impiegata per l'orologio pubblico — e regolamentò le modalità della solenne traslazione annuale della statua dal monastero della Trinità, che doveva essere scortata da sei torce a cura del parroco di San Matteo del Pendolo. All'inizio del Settecento l'interno della chiesa ospitava due altari: il maggiore, dedicato ai Santi Cosma e Damiano, e uno secondario intitolato all'Assunzione di Maria, eretto dopo la chiusura al culto della vicina chiesa di Santa Maria del Lago. - Le riforme ottocentesche e il fenomeno del pellegrinaggio. - Nel 1812, l'assetto ecclesiastico di Ravello subì una profonda riconfigurazione a causa dei decreti del Ministro del Culto del governo francese, Francesco Ricciardi, volti a ridurre il numero delle parrocchie. In esecuzione di tali ordini, il vicario capitolare Francesco Mansi redasse un piano per accorpare la popolazione in sole quattro parrocchie, una scelta resa necessaria dalla natura montuosa del territorio, dalle strade disastrose e dalle abitazioni disperse. In base a questa riforma, la contrada di San Cosma (da sotto Portadonica fino a Castiglione) passò sotto la giurisdizione della Parrocchia di San Pietro alla Costa, e la chiesa dei Santi Cosma e Damiano ne divenne ufficialmente una succursale. Dalla metà dell'Ottocento, la letteratura storica locale iniziò a registrare in modo nitido la massiccia crescita del fenomeno del pellegrinaggio. Un testo anonimo di notizie storiche del 1855 descrive il luogo sacro come situato "alle radici del Masso di Cimbrone verso levante, sotto un tetto formato nella roccia dalla natura", dotato di un solo altare e di stanze superiori per la comodità del rettore. Lo stesso documento evidenziava il "sorprendente concorso di divoti dei paesi circostanti nel giorno della festività del santo, specialmente avanti giorno". Tale eccezionale affluenza popolare venne ribadita nel 1887, quando si registrò che la devozione era aumentata in modo straordinario, richiamando per oltre un mese dopo la festa una vastissima folla di fedeli provenienti da tutta la provincia. - L'elevazione a Santuario (2022). -L'armoniosa evoluzione storica, spirituale e comunitaria del complesso ha toccato il suo culmine il 6 gennaio 2022. In questa data memorabile, l'arcivescovo di Amalfi-Cava de' Tirreni, Monsignor Orazio Soricelli, ha formalmente dichiarato la chiesa come Santuario Diocesano dei Santi Cosma e Damiano in Ravello, ufficializzando e sancendo in via istituzionale il suo secolare ruolo di polo di pellegrinaggio a livello diocesano
  • TIPOLOGIA SCHEDA Modulo informativo
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Ente religioso cattolico
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 15-ICCD_MODI_5151831319871
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione
  • ENTE SCHEDATORE Pontificia Facoltà Teologica "Marianum"
  • DOCUMENTAZIONE ALLEGATA documentazione fotografica integrativa (1)
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