Santuario dei Giochi Isolimpici (santuario, strutture per il culto)
Fulcro del santuario è il tempio di cui si conserva il podio (costituito da una platea cementizia foderata da muri in opera laterizia) e la scala di accesso sul lato breve occidentale. Il podio è circondato da un ambulacro esterno, stretto sui lati Nord e Sud più largo sul fronte su cui si apre la scala, definito da bassi muri in opera reticolata e pavimentato con grandi lastre marmoree, di cui restano solo le impronte rinvenute sul massetto di preparazione. L'ambulacro presenta un pavimento a mosaico, con grandi tessere marmoree policrome, molte delle quali di riutilizzo, come dimostrano le tessere bianche iscritte, relative ai cataloghi agonistici. La struttura ingloba i resti di un edificio templare precedente, al quale sembra appartenere la decorazione architettonica marmorea rinvenuta in crollo. Mancano le strutture murarie perimetrali dell'edificio più antico, evidentemente andate completamente distrutte oppure inglobate nelle poderose fondazioni cementizie di quello successivo, ma ne sopravvive il nucleo centrale del podio originario (h 1.70 m ca.), che conserva la pavimentazione a mosaico a piccole tessere di colore bianche e nere, con un massetto cementizio di allettamento (h 0.70 m) messo in opera su di un terrapieno (h 1.00 m) e formato da strati di terreno e filari di grandi scaglie di tufo giallo alternati. Questo oblitera un precedente piano pavimentale del quale resta la preparazione, costituita da un battuto di tufo giallo, avente la stessa estensione del mosaico soprastante, impostato su livelli gettati per rialzare le quote di frequentazione e obliterare le strutture preesistenti; su tali strati si aprono fosse circolari di piccole dimensioni contenenti vasellame ceramico integro (coppe e boccali a vernice nera tipo Campana A) e un focolare con resti di pasto. Dal settore dello scavo immediatamente a Nord del podio provengono i rivestimenti in stucco di due grandi colonne, rinvenuti in crollo. Nella zona settentrionale dell'area sono state messe in luce 5 basi, costituite da blocchi quadrangolari di tufo giallo, appartenenti ad un complesso monumentale a cui si appoggiano 2 vasche con le pareti e il fondo rivestiti da tegole, collegate ad un pozzo fittile per attingere acqua. A Sud del tempio è un portico con il muro di fondo in laterizi ed opera reticolata costruito su una precedente struttura in blocchi di tufo ad assise piane
- OGGETTO santuario
-
CLASSIFICAZIONE
strutture per il culto
- AMBITO CULTURALE Ambito Romano
- LOCALIZZAZIONE Napoli (NA) - Campania , ITALIA
- INDIRIZZO Piazza Nicola Amore, s.n.c, Napoli (NA)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE I livelli più antichi dell'area in cui si è individuato il santuario, corrispondenti ad un ambiente di spiaggia emersa, hanno restituito abbondanti materiali ceramici, dall'Età del Bronzo medio-recente all'età del ferro, che rappresentano un'inedita testimonianza di frequentazione per le fasi più remote della città. La stratigrafia sabbiosa soprastante ha rivelato che nel VI secolo a. C. la linea di battigia correva vicina alla base della scarpata del pianoro della città antica su cui saranno edificate, circa un secolo dopo, le mura. Successivamente, la spiaggia conosce una prima edificazione strutturata nel corso dell'avanzato IV secolo a.C., quando è costruito un complesso monumentale probabilmente a carattere sacro. Esso è messo fuori uso già nella prima metà del III secolo a. C ed è occupato da apprestamenti artigianali per la produzione di ceramiche (anfore, ceramica comune, vernice nera), confermando la localizzazione di officine ceramiche lungo Corso Umberto, in antico comprese fra le fortificazioni di Neapolis ed il mare. Agli inizi del II secolo a.C. l'area è interessata da un profondo riassetto monumentale. I Sebastà furono istituiti a Napoli in onore di Augusto come ringraziamento per aver aiutato la città sconvolta da un terremoto. Le feste si svolgevano tra la fine di luglio e l’inizio di agosto, come dimostra il fatto che Augusto vi assistette nel 14 d.C., poco prima della sua morte. La data dell’istituzione, è stata a lungo dibattuta con un’oscillazione tra il 2 a.C. e il 2 d.C.; è possibile che i giochi siano stati istituiti nel 2 a.C. per poi essere celebrati per la prima volta nel 2 d.C. Si trattava di Agoni Isolimpici, equiparati cioè alle feste di Olimpia, tanto nelle tipologie di specialità atletiche e ippiche che nella periodicità, con un ritmo, pertanto, penteterico o quinquennale, dal momento che ogni edizione si svolgeva nel quinto anno successivo alla precedente. Che l’anno della prima edizione delle feste sia il 2 d.C. è dimostrato da un’iscrizione trovata a Napoli: il testo registra una vittoria nella quarantatreesima edizione dei giochi e, allo stesso tempo, nomina i consoli in carica nell'anno 171 d.C. In considerazione della periodicità della festa, se ne deduce che l’anno di edizione più prossimo non può che essere il 170 d.C. Non si hanno purtroppo date certe per la fine dei giochi, ma sappiamo che le celebrazioni continuarono fino al III-IV secolo
- TIPOLOGIA SCHEDA Complessi archeologici
- INTERPRETAZIONE Le strutture del tempio e del porticato, così come appaiono, risalgono all'ultima fase edilizia del santuario relativa al II-III sec. d.C. Il podio del tempio, in opus latericium, si data alla seconda metà del II secolo e l'ambulacro mostra una pavimentazione a lastre marmoree di reimpiego ascrivibile al III secolo. La decorazione architettonica del tempio (cornici, capitelli e frammenti di colonne), invece, risulta databile ad età tiberiana. L'aporia fra la sua cronologia e quella del podio potrebbe essere spiegata ipotizzando un montaggio, nella fase più recente, dell'apparato decorativo del tempio precedente il cui podio con piano pavimentale in mosaico bianco e nero risulta inglobato nella struttura più tarda. Il porticato, risalente nella sua configurazione ultima ad età flavia-traianea, s'impianta su un portico precedente di età ellenisica (II a.C.). A quest'ultima epoca risale anche il piano pavimentale costituito da un battuto di tufo giallo, posto al di sotto del pavimento a mosaico del tempio e impostato su strati in cui si sono individuate fosse circolari contenenti vasellame e un focolare con resti di un pasto. L'insieme sembra essere pertinente ad azioni rituali per la dedicazione della struttura che il battuto citato doveva pavimentare. L'esiguità dei resti rende cauti sulla funzione dell'edificio a cui tale piano era pertinente; ad esso possono, forse, essere collegati anche i rivestimenti in stucco delle due grandi colonne in crollo. Questa fase più antica su cui s'impianta il santuario destinato ai Giochi Isolimpici sfugge, purtroppo, ad una chiara definizione; valorizzando la continuità di destinazioni che, almeno dal IV secolo a.C., lo scavo sembra attestare, è possibile ripensare, ma ancora senza dati che possano suffragarla, alla tradizione sui giochi in onore della sirena Parthenope. Tra il porticato, che aveva funzione di gymnasium, ed il tempio si è ipotizzata la presenza di una pista rettilinea destinata all'atletica, pista che coinciderebbe con parte dell'attuale Corso Umberto. Fondamentale per l'esatta identificazione del culto a cui erano destinate le strutture di età imperiale è risultato l'esame dei testi iscritti sulle lastre ritrovate in piazza Nicola Amore: i circa 700 frammenti di marmo scoperti hanno, infatti, permesso la ricostruzione di almeno undici lastre alte 2 metri con testi comprendenti intestazioni e cataloghi di vincitori in specialità ippiche, ginniche, musicali, poetiche e teatrali
-
CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà Stato
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1500584943
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei
- ENTE SCHEDATORE Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei
- DATA DI COMPILAZIONE 2015
- ISCRIZIONI su lastre affisse al muro di fondo del portico - capitale - a incisione - greco antico
-
DOCUMENTAZIONE GRAFICA
planimetria (1)
planimetria (2)
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0