-
BIOGRAFIA
La biografia di Franco Rigamonti è ricostruibile grazie a poche informazioni relative principalmente alla sua attività professionale. Fu un personaggio eclettico e di grande competenza tecnica. Nacque a Erba (CO) intorno agli anni ’20 del 1900, da giovane frequentò una scuola di avviamento al lavoro da metalmeccanico, la sua famiglia aveva un’impresa di carpenteria nel comasco. Refrattario agli atti di ossequio verso i religiosi, i politici e in lotta continua contro la burocrazia dietro i pubblici impieghi, fu sempre un lavoratore autonomo, mai un dipendente. Arrivò a Roma probabilmente attorno agli anni ’50. In quel periodo UNESCO lavorava all’istituzione del Centro di Roma, futuro ICCROM; nel 1958 nominò il primo Consiglio di cui faceva parte Cesare Brandi, all’epoca direttore dell’Istituto Centrale del Restauro. Rigamonti ebbe un suo studio fotografico a Roma, in Via degli Zingari, 50. Nei pressi del suo studio c’era anche l’appartamento che abitò prima di spostarsi in Via Urbana negli anni ’80. La sua intera esistenza fu orientata alla sperimentazione e alla scoperta, di tecniche, materiali, paesi lontani dal suo. Viaggiò molto: in America, in Germania, Belgio, Olanda e Inghilterra, nel Vicino Oriente e in India; alla scoperta avventurosa di tecnologie e materiali innovativi che spesso acquistava e riportava in Italia; mettendo a disposizione di restauratori e ferventi studiosi delle tecniche di restauro all’epoca aggregati attorno al Centro di Roma e all’Istituto Centrale del Restauro. Lavorò a stretto contatto con studiosi di storia dell'arte italiani ed esteri e soprattutto restauratori, fu un fondamentale supporto inizialmente per la documentazione di numerose attività di restauro fino a diventare egli stesso restauratore autodidatta. Fu inventore, nel 1960, del telaio metallico a tensione continua, utilizzato per la prima volta nel restauro del 1967 dei dipinti di Caravaggio di S. Luigi dei Francesi a Roma. Giovanni Urbani, alla direzione dell'Istituto Centrale del Restauro, stabilì di usare per foderare la Vocazione di S. Matteo ed il S. Matteo con l’angelo per la prima volta il telaio interinale metallico ad espansione, che ancora oggi porta il nome del suo inventore: "telaio Rigamonti". Nella sua attività di fotografo viene ricordato dal Centro internazionale di studi per la conservazione ed il restauro dei beni culturali (ICCROM) nell'ambito dei lavori di restauro eseguiti a Palazzo Farnese, sul soffitto del Camerino Farnese affrescato dai Carracci. Qui Rigamonti documentò con la fotografia i lavori dei partecipanti al Corso di Pittura Murale dell'ICCROM del 1971 e degli studenti dell'Istituto Centrale per il Restauro. A seguito di una malattia lascia Roma e si spegne in Toscana, a Sinalunga in provincia di Siena, nei primi anni '90