croce (900-1150)

croce, 900-1150

Croce da sagrato che raffigura nel fronte la "mano destra di Dio" e nel retro un agnello con croce a lato; lungo i bracci iscrizioni da entrambi i lati.

  • FONTE DEI DATI Regione Emilia-Romagna
  • OGGETTO croce
  • MATERIA E TECNICA pietra calcarea
  • MISURE Profondità: 12.5
    Altezza: 104
    Larghezza: 85
  • ISCRIZIONE DEXTERA DOMINI FECIT VIRTUTEM
    AGNNUS MACTATVR CRISTVS DE CRVCE LEVATVR
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Pinacoteca Comunale di Faenza - Faenza
  • LOCALIZZAZIONE Pinacoteca Comunale di Faenza - Faenza
  • INDIRIZZO Via S. Maria dell'Angelo, 9
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE La croce in stile romanico fu segnalata da Oretti nel 1777 e pubblicata da Golfieri nel 1977. L’opera, già ritenuta nel 1909 da Achille Calzi “come una delle più rare cose faentine di verso il Mille”, è riprodotta nella mappa di Faenza di Virgilio Rondinini del 1630. Nel Borgo Durbecco è raffigurata la Chiesa di Sant’Antonino prima della completa demolizione ottocentesca con il suo sagrato su un poggio a cui si accedeva tramite tre gradini posti all’inizio dell’attuale vicolo di Sant’Antonino. Posta all’angolo del sagrato, in un punto ben visibile anche dalla Via Emilia, è disegnata una croce su colonna. Di tale croce, citata in un documento pubblicato da Antonio Medri; si vedeva “verso la chiesa una figura di agnello e verso la città la figura di una mano che benedice”. Dell’agnello mistico sormontato da croce, scolpito su un lato della pietra calcarea, Patrizia Capitanio ha scritto che il suo corpo, “dal punto di vista stilistico, non ha un aspetto naturalistico ma è scolpito in modo molto stilizzato; dalla sagoma dell’animale non emergono quei tratti e quell’atteggiamento docili riconducibili ad un agnello. Il suo capo è girato all’indietro e ciò sta a simboleggiare lo sguardo rivolto a coloro che lo seguiranno (il riferimento è al gregge di anime che seguirà Cristo). Sull’altro lato della croce è scolpita una mano divina con le prime tre dita stese, iconografia che riconduce alla Trinità e all’elargizione di una benedizione di tipo latino. Sul lato della mano benedicente c’è la scritta “dextera domini fecit virtutem”, frase ripresa dal Salmo 117 versetto 16 e sul lato dell’agnello la scritta scolpita è identificabile con la frase “agnes mactatur / christus de cruce levatur” di una sequenza pasquale riconducibile a forme poetico-liturgiche molto diffuse in epoca carolingia. Per la datazione dell’opera Patrizia Capitanio propende opportunamente a riconoscere l’analogia con i motivi longobardi come più formale che stilistica. In particolare il motivo decorativo sotto l’agnello è spiegato con il tramando di motivi barbarici in un ‘epoca successiva, nell’ambito di un gusto conservatore e tradizionale. La croce viene fatta pertanto risalire ai due secoli intorno al Mille, ovvero al periodo di datazione anche della Chiesa di Sant’Antonino dal cui sagrato proviene anche questa Croce.
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • ENTE SCHEDATORE CRC srl Bologna
  • PUBLISHER Servizio Patrimonio Culturale della Regione Emilia-Romagna
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0