Zona archeologica del porto romano e bizantino di Classe

27 a.C. ca.-899 d.C. ca.

L'imperatore Augusto scelse la città di Ravenna come sede della flotta militare destinata a controllare la parte orientale dell'impero e vi fece costruire un porto ricavato dalle lagune a Sud Ovest della città, collegato al mare da un canale aperto a Sud nella zona fino ad allora disabitata in cui si formerà l'insediamento che prenderà il nome di Classe, da classis (flotta). Con lo spostamento della corte imperiale a Ravenna nel 402 d.C. il porto venne risistemato e potenziato, dotandosi di banchine rialzate, strade basolate larghe fino a m 5 e strutture funzionali come magazzini, darsene, bacini di carenaggio ed opifici tra cui fornaci per anfore. Anche se nuovi piccoli depositi per derrate alimentari sorsero ancora nell'VIII d.C., nel X secolo d.C. l'area portuale era oramai totalmente abbandonata. Gli scavi archeologici interessano l’isola che si ubicava al centro del canale portuale ed hanno messo in luce in prevalenza la fase bizantina di Classe: la maggior parte delle strutture riaffiorate risale agli inizi del VI sec. e si riferisce all’attività di Teodorico. Il quartiere era collegato alla terra ferma da un ponte, forse in parte mobile, di cui restano alcune tracce. Nel settore di scavo più vasto e di maggiore leggibilità (sponda sud del canale) sono state individuate le fondazioni di magazzini adibiti allo stoccaggio e conservazione delle merci in arrivo e partenza. Questi avevano una planimetria quadrangolare ed erano dotati di banchina in laterizi rinforzata da pali lignei, e con scala verso il canale. I magazzini potevano avere portici pilastrati in laterizio sia lungo la strada che sul lato prospiciente il canale, mentre all'interno le merci venivano stoccate in un grande spazio diviso in navate da pilastri. Gli edifici si affacciavano su una strada basolata in trachiti, ascrivibile ad età teodoriciana, parallela all’andamento del canale e contrassegnata dai solchi delle ruote di carro. Gli scavi archeologici hanno portato alla luce anche diverse fondazioni di edifici ricollegabili alla produzione e stoccaggio di anfore, tra cui una fornace in laterizi databile al V secolo d.C. - con una seconda fase edilizia del VI d.C. - che riutilizzava ciò che rimaneva di una precedente abitazione del III d.C. A Classe è stata rinvenuta una gran quantità di frammenti di anfore, sia nell'area della fornace che in quella dei magazzini, che hanno permesso di ricostruire il transito, tra il V ed il VII secolo d.C., di merci provenienti dall'Africa, area egea, Palestina e Turchia.

condividi

dalla rete