PLUTEO, frammento - ambito nordadriatico (sec. X)

PLUTEO post 900 - ante 999

nella parte superiore, tra due cornici bisulcate con file sesquipedali di perline nel settore centrale, come un motivo ad archetti intrecciati, triviminei e ad estremità arricciate. Al di sotto di questo motivo lo spazio è scandito da due archi con motivo a gattoni, separati da un grosso giglio e sorretti da tre colonne di cui solo quella centrale integra; la colonna centrale appare solcata da due linee rette verticali. Il capitello, provvisto di collarino, è decorato con un motivo gigliato. Lo spazio delle arcate è occupato da due croci latine ad estremità patenti e con bordo al cui interno è ospitata una matassa. Ai lati dei due bracci inferiori delle croci si ergono due cipressi.

  • FONTE DEI DATI Regione Veneto
  • OGGETTO PLUTEO
  • MATERIA E TECNICA marmo scolpito
  • AMBITO CULTURALE Ambito Nordadriatico
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE sezione medioevale e moderna
  • LOCALIZZAZIONE Museo Provinciale di Torcello
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE il pluteo fu tagliato per adattarlo probabilmente ad una cattedra o a pavimentazione assieme al pezzo con numero d'inventario D16. Il pezzo in esame si distingue particolarmente per l'alta qualità della fattura e per la capacità di sfruttare in modo organico lo spazio destinato alla decorazione. Plutei e paliotti d'altare con una simile ornamentazione (archi ospitanti croci) trovano larga diffusione in territorio italiano, prevalentemente in area romano-laziale. Una strutturazione paragonabile al pezzo torcellano è presente in una lastra, databile al IX secolo, conservato nella chiesa di San Pietro a Tuscania (archi con gattoni, giglio, croci e alberelli, ma senza coronamento superiore e con una matassa al di sotto dei gattoni), ma anche in una scultura romana della metà del IX. Serie di archetti intrecciati molto simili si riscontrano frequentemente in cornici laziali anch'esse di IX secolo. Colonne scanalate si ritrovano sempre a Roma in un paliotto più tardo (fine IX - inizi X secolo) con ai lati croci, pavoni e fiori. In territorio veneto si ritrova un motivo a croce con matassa e alberelli laterali in una scultura di Longo nel Vicentino. L'apparato iconografico, però, pur essendo più pertinente ad un ambito di IX secolo, è da ritenere una ripetizione tarda di modelli più antichi. In effetti il pezzo è sicuramente coevo a quello con numero di inventario D16 databile al X secolo. Medesima è l'altezza, identiche le cornicette superiori a nastro bisulcato con perline centrali, così come il riuso di entrambe le lastre. È quindi ipotizzabile che esse siano state prelevate da uno stesso contesto e poi rilavorate per riadattarle alla loro nuova funzione.
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Ente ecclesiastico
  • NUMERO D'INVENTARIO D17
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA S235
  • ENTE SCHEDATORE UNIVE_TOR
  • DATA DI COMPILAZIONE 2002
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 2025
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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