statua femminile (statua femminile di Cariatide)

Cariatide (Melpomene), Venezia, post 117 d.C. - ante 138 d.C.

Statua di Cariatide, stante in posizione frontale su un piedistallo circolare, vestita con lungo chitone a maniche, con fitte pieghe a linee parallele ravvicinate, che avvolge interamente il corpo, a eccezione solo degli avambracci e dei piedi. Sopra, un lungo mantello (hymation) a pieghe ondulate. Il volto, incorniciato da una pettinatura con i capelli spartiti sulla fronte e con tre lunghi boccoli ricadenti su ogni lato del petto, presenta i tratti di un gusto tipicamente classico; nella mano destra, la figura regge una maschera teatrale tragica. Il retro della statua è piatto e trattato in modo sommario.

  • FONTE DEI DATI Regione Veneto
  • OGGETTO statua femminile statua femminile di cariatide
  • MATERIA E TECNICA Marmo pentelico
  • MISURE Altezza: 200 cm
  • CLASSIFICAZIONE scultura/ statuaria/ statua di divinità
  • AMBITO CULTURALE Periodo Romano/ Età Imperiale/ Epoca Adrianea/ Arte Colta Di Gusto Arcaizzante
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Museo Archeologico Nazionale di Venezia
  • LOCALIZZAZIONE Museo Archeologico Nazionale di Venezia
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE La statua, conservata fino al 1795 a Palazzo Campiello-Morosini, fu trasferita nella Biblioteca di San Marco per interessamento dello scultore Antonio Canova. Questo tipo di rappresentazione fu ampiamente utilizzato in età greca e romana, sia come puro elemento decorativo, riprodotto su sarcofagi, o come sostegno di partizioni architettoniche di edifici, per lo più di ambito teatrale. Date le dimensioni e per il fatto che la parte posteriore risulti solo sbozzata, è presumibile che la statua del Museo Archeologico Nazionale di Venezia sia stata impiegata come sostegno architettonico di un edificio (un teatro?). A confermarne questo tipo di utilizzo, è il confronto con altri tre esempi, identici per dimensioni, materiale e schema compositivo, di cui uno conservato sempre presso il Museo di Venezia (inv. 162, rinvenuto fra le rovine di Ossero, presso Pola, e acquisito nella Collezione Grimani), gli altri due, rispettivamente, presso l’Ermitage di San Pietroburgo e nel Palazzo Ducale di Mantova. Quest'ultima statua, in particolare, nella prima metà del XVI secolo rappresenta anche un interessante caso di riutilizzo dell’antico da parte della Scuola di Giulio Romano, che lo reimpiegò per la tomba di Pietro Strozzi nella Chiesa di S. Andrea. Non è chiaro se le quattro Cariatidi messe a confronto appartenessero allo stesso complesso architettonico, data la provenienza diversa, né se fossero originarie dell'Attica, nonostante la qualità del marmo utilizzato fosse il pentelico.
  • TIPOLOGIA SCHEDA Reperti archeologici
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Stato
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA S162
  • ENTE SCHEDATORE Regione Veneto
  • DATA DI COMPILAZIONE 2011

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