Pozzuoli. Famiglia di sfrattati
negativo servizio,
post 1975 - ante 1992
- OGGETTO negativo servizio
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SOGGETTO
Famiglia di sfrattati a Pozzuoli
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MATERIA E TECNICA
pellicola
gelatina ai sali d'argento (acetati)
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CLASSIFICAZIONE
FOTOREPORTAGE
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ATTRIBUZIONI
Alfa Press Service S.n.c. – Agenzia Fotogiornalistica (1975-1990): fotografo principale
- LUOGO DI CONSERVAZIONE Archivio fotografico IL DIDRAMMO - Museo Didattico della Fotografia
- LOCALIZZAZIONE Convento di San Domenico
- INDIRIZZO Via San Domenico, Sarno (SA)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE Il fenomeno del bradisismo nei Campi flegrei si è caratterizzato nei secoli per lunghi periodi di stasi cui sono seguiti segnali di abbassamento e/o sollavamento del suolo più o meno negativi. Il fatto più significativo è cominciato negli anni 1970-1972, allorché il fenomeno si inverte da bradisismo negativo in positivo portando durante detti anni ad un sollevamento complessivo di 150-170 cm. L'innalzamento del suolo fece ampliare spiagge, sollevare i moli e le banchine, e rese inutile il collegamento fra il tempio di Serapide e il mare. Cominciò anche a registrarsi un'intensa attività del vulcano Solfatara i cui gas sulfurei, premendo contro lo strato piroclastico alimentavano e rendevano più estese ed intense le fuoriuscite dei fumi. Nel Rione Terra aumentarono i dissesti: furono emesse diverse ordinanze di sgombero da parte del Comune. Il giorno 3 marzo 1970 fu ordinato lo sgombero totale del Rione . Solo un migliaio dei seimila abitanti interessati, però, accettarono di andar via. Si decise di trasportare la gente in parte negli alloggi nella zona balneare di Miliscola e Licola, in parte a Qualiano e in parte nell'edificio destinato a nuovo ospedale psichiatrico situato sulle pendici occidentali dei Camaldoli, una delle colline a nord di Napoli. Emerse così l'esigenza di individuare altre zone non interessate al fenomeno per costruire nuovi insediamenti. Il fenomeno si ripete nel periodo 1983-1984 allorché il bradisismo montò ad un ritmo di 3 mm al giorno portando ad un sollevamento complessivo misurato in 180 cm, il tutto accompagnato da numerose scosse telluriche (registrate fino a 500 al giorno, per un totale di più di 10.000 sismi) di diverse intensità. Gli epicentri di queste scosse erano situati nell'entroterra a nord del centro di Pozzuoli e Quarto.Il 5 settembre del 1983 Pozzuoli fu colpita da un terremoto di magnitudo 3,8. La scossa più forte non fu avvertita soltanto a Pozzuoli, ma anche in tutti i centri dell'arco costiero flegreo, nelle zone dell'entroterra, fino a Quarto e a Pianura, a Posillipo, via Manzoni fino al Vomero. Il giorno seguente un'ulteriore scossa colpì anche Baia e Bacoli. Si trattava di una scossa superiore al terzo grado, con epicentro in mare, spostato verso il golfo. Non meno di tremila nuclei familiari già lasciarono con mezzi privati la città, per diverse destinazioni.Arriviamo ai giorni nostri caratterizzata negli ultimi mesi da vari fenomeni quali la deformazione del suolo, un'attività sismica vera e propria e una variazione della composizione chimica delle fumarole. Dunque un disagio che continua ed estende sempre più la sua influenza sull’intero territorio flegreo
- TIPOLOGIA SCHEDA Fotografia
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà privata
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1500954487
- NUMERO D'INVENTARIO da JOV_000273_NP_aa_1 a IOV_000273_NP_am_6
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Campania
- ENTE SCHEDATORE Museo didattico della Fotografia
- DATA DI COMPILAZIONE 2025
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0