Vitale, Leonardo < 1941/06/27 - 1984/12/02 > - il primo pentito di mafia

negativo servizio, post 1984 - ante 1984
  • OGGETTO negativo servizio
  • SOGGETTO Mafia - Vitale, Leonardo < 1941 - 1984 > - il primo pentito di mafia
  • MATERIA E TECNICA pellicola
    gelatina ai sali d'argento (acetati)
  • CLASSIFICAZIONE FOTOREPORTAGE
  • ATTRIBUZIONI Alfa Press Srvice S.n.c. - Agenzia Fotogiornalistica (1975-1990 Post): fotografo principale
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Archivio fotografico IL DIDRAMMO - Museo Didattico della Fotografia
  • LOCALIZZAZIONE Convento di San Domenico
  • INDIRIZZO Via San Domenico, Sarno (SA)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE "Io...penso che la mafia si può battere...che lo stato sia più forte della mafia...NON si può mettere la mafia contro lo stato!"Queste parole sono state pronunciate da Leonardo Vitale, il primo vero pentito di mafia in un'intervista televisiva rilasciata a Joe Marrazzo in giugno del 1984, sei mesi prima del suo assassinio per mano della mafia. Leonardo Vitale, definito da molti il "Valachi di Altarello", era nato a Palermo nel 1941. All'età di 17 anni suo zio, Titta Vitale, decise di farlo diventare un uomo d'onore di cosa nostra e per vedere se era capace di uccidere, gli consegnò una pistola e gli disse di uccidere un cavallo. Vitale eseguì ed entrò quindi nell' organizzazione mafiosa.Negli anni successivi, per conto della cosca a cui apparteneva, effettuò tre omicidi e un sequestro di persona. All'inizio degli anni 70, dopo aver avuto una forte crisi mistica, decise di pentirsi (1973) e si recò alla polizia per confessare tutto all'allora dirigente Bruno Contrada. Dalle sue confessioni uscirono accuse e rivelazioni sulla "commissione" di cui facevano parte Calò, Ciancimino, Leggio, Riina. Alle rivelazioni seguì un'ondata di arresti ma gli sviluppi non furono quelli sperati;ancora non erano maturi i tempi. Nonostante furono organizzati dei processi tra il 1977 e il 1979, gli unici condannati furono Vitale, definito inattendibile e semi infermo di mente, e lo zio. Negli anni compresi tra il 1973 e il 1984 fu recluso prima nel manicomio criminale di Barcellona Pozzo di Gotto (ove venne sottoposto a varie elettroshock e tentativi di lobotomia), in seguito fu confinato a Gratteri, poi trasferito per ragioni di sicurezza, alla fine del 1982, a Reggio Emilia. Nel giugno 1984 fu scarcerato e tornò a Palermo. La sua libertà dura solo sei mesi. Infatti, Il 2 dicembre 1984, i sicari della mafia lo uccisero in un agguato davanti casa sua, mentre era in macchina dopo essere tornato dalla messa domenicale. La mafia aspetta...ma non dimentica, così diranno della sua storia Giovanni Falcone e Paolo Borsellino nell'ordinanza del maxiprocesso. "A differenza della giustizia statuale, la mafia ha percepito l'importanza delle propalazioni di Leonardo Vitale e nel momento ritenuto più opportuno lo ha inesorabilmente punito per aver violato la legge dell'omertà. E' augurabile che almeno dopo morto Vitale trovi il credito che meritava e che merita." (8 novembre 1985),l'amaro auspicio espresso da Giovanni Falcone. https://www.piolatorre.it/public/r/breve-storia-di-leonardo-vitale-il-pentito-a-cui-nessun-volle-credere-2371 cfr: fra Gaspare La Barbera, Leonardo Vitale il primo pentito di mafia - edizioni Il messaggero di sant'Antonio - Padova < 2025 >
  • TIPOLOGIA SCHEDA Fotografia
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà privata
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1500954398
  • NUMERO D'INVENTARIO da JOV_000201_NP_aa_1 a JOV_000201_NP_ag_6
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Campania
  • ENTE SCHEDATORE Museo didattico della Fotografia
  • DATA DI COMPILAZIONE 2025
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

RIUSATO DA

ALTRE OPERE DELLO STESSO AUTORE - Alfa Press Srvice S.n.c. - Agenzia Fotogiornalistica (1975-1990 Post)

ALTRE OPERE DELLO STESSO PERIODO - post 1984 - ante 1984

ALTRE OPERE DELLA STESSA CITTA'