Camorra: processo d'Appello. Clan Giuliano, Renato Vallanzasca, Franco Califano, Melluso, Saccone
negativo servizio,
1985 - 1987
- OGGETTO negativo servizio
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SOGGETTO
Napoli - Processo - Nuova Camorra Organizzata
Napoli - Maxiprocesso NCO - Clan Giuliano
Napoli - Maxiprocesso NCO - Vallanzasca, Renato
Napoli - Maxiprocesso NCO - Tortora, Enzo <1928-1988>
Napoli - Maxiprocesso NCO - Califano, Franco <1938-2013>
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MATERIA E TECNICA
gelatina ai sali d'argento (acetati)
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CLASSIFICAZIONE
FOTOREPORTAGE
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ATTRIBUZIONI
Alfa Press Service S.n.c. – Agenzia Fotogiornalistica (1975-1990): fotografo principale
- LUOGO DI CONSERVAZIONE Archivio fotografico IL DIDRAMMO - Museo Didattico della Fotografia
- LOCALIZZAZIONE Convento di San Domenico
- INDIRIZZO Via San Domenico, Sarno (SA)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE Il maxiprocesso alla Nuova Camorra Organizzata (o maxiprocesso di Napoli, maxiprocesso alla camorra, oppure "processo del secolo" o "caso Tortora") fu un processo penale che fu celebrato a Napoli contro la Nuova Camorra Organizzata (o NCO) di Raffaele Cutolo tra il 1985 e il 1987 (per il filone principale). Si distinse per il maxi-blitz del 17 giugno 1983 in cui furono arrestate oltre 800 persone in tutta Italia, oltre ad alcune persone famose della politica e dello spettacolo (tra cui Enzo Tortora). Dopo aver raccolto molte testimonianze da parte dei pentiti e aver apparentemente riscontrato la veridicità dei fatti raccontati, gli inquirenti decisero di passare all'azione nella notte del 17 giugno 1983, facendo arrestare 856 persone in oltre 30 province italiane. Il maxi-blitz fece scalpore sia perché si trattava del primo di tale entità (ne sarebbero seguiti altri contro le varie organizzazioni mafiose italiane nel 1984-1985), sia perché furono arrestati anche diversi personaggi pubblici molto noti, tra cui vari politici locali (il sindaco di Sant'Antonio Abate Giuseppe D'Antuono, Salvatore La Marca e altri), amministratori (il presidente dell'Avellino Calcio Antonio Sibilia), criminali (oltre a Cutolo stesso e i suoi uomini, anche Renato Vallanzasca) e uomini dello spettacolo (la cantante Alba Miglioretti, Franco Califano e soprattutto Enzo Tortora, il cui arresto farà partire sin da subito un caso mediatico di grande rilevanza nazionale). Sin da subito apparve chiaro che un processo che avrebbe avuto più di 1000 persone coinvolte (oltre ai 711 imputati, anche avvocati difensori e altre figure giudiziarie) non si sarebbe potuto svolgere in un'aula ordinaria di giustizia, per cui si ordinò di costruire un'aula bunker nel carcere di Poggioreale, simile a quella che si stava costruendo a Palermo. Dato l'ingente numero di imputati, si decise di dividere il processo in tre tronconi: il primo - di 252 imputati - vedeva un ruolo fondamentale nella confessione dei pentiti e includeva alcuni dei personaggi di spicco (tra cui Califano), il secondo troncone - di 196 imputati - pure vedeva un ruolo importante per i pentiti stessi e si riferiva al traffico di droga (Tortora fu inserito in questo gruppo), mentre nel terzo i fatti processuali erano preponderanti rispetto alle testimonianze dei dissociati. Il 15 settembre 1986 l'appello si chiude con l'assoluzione di Tortora, di Califano e di molti altri imputati, un centinaio dei quali riconosciuti addirittura come casi di omonimia. Il 5 novembre Cutolo ricevette, invece, un doppio ergastolo per l'omicidio del suo luogotenente Antonino Cuomo e consorte, mentre il 16 marzo 1987 viene condannato di nuovo all'ergastolo per l'omicidio di Giuseppe Salvia. Il 13 giugno 1987 la Cassazione confermerà la versione dell'appello e le assoluzioni per la maggior parte degli imputati (tra cui Tortora e Califano)
- TIPOLOGIA SCHEDA Fotografia
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà privata
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1500953927
- NUMERO D'INVENTARIO da JOV_000864_NP_aa_1 a JOV_000864_NP_cn_4
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Campania
- ENTE SCHEDATORE Museo didattico della Fotografia
- DATA DI COMPILAZIONE 2025
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0